Roberta Bruzzone torna a Bari con ‘Amami da morire’
“Quando l’amore diventa una trappola mortale? Cosa trasforma una relazione in una prigione di angoscia? Cosa resta di un amore quando spegne l’identità, cancella i confini, sgretola l’autostima in un cortocircuito fatto di paura, umiliazione e dipendenza? Quali sono i segnali d’allarme per riuscire ad allontanare un narcisista? Sono alcune delle domande cruciali a cui la criminologa Roberta Bruzzone risponde, attraverso il suo ultimo spettacolo “Amami da morire”, in arrivo il 13 dicembre al Teatro Team di Bari, dopo le date sold out dello scorso anno al Teatro Petruzzelli con “Favole da Incubo”. La psicologa forense di fama internazionale, opinionista e conduttrice tv nel mondo dei crime, torna nel capoluogo pugliese con il suo nuovo progetto, di cui parla in anteprima nel salotto di Social Night.
“Si tratta di un viaggio teatrale nella parte più oscura della manipolazione. Lo spettacolo mette in scena, come un’autopsia della mente della vittima e del carnefice, le tappe invisibili che conducono alla distruzione psicologica di chi ama troppo… e si perde inevitabilmente nel labirinto di narciso. Sullo sfondo – spiega Bruzzone – la figura disturbante del narcisista: affascinante, brillante, predatore. Al centro, la vittima: innamorata, devota, manipolata, lentamente svuotata e annullata. Tra di loro, un legame tossico che si nutre di silenzi, colpa e illusione che verrà svelato, passo passo, durante lo spettacolo. L’identità sociale delle donne – evidenzia in vista del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne – passa ancora dall’essere madre, moglie, sorella, fidanzata, figlia di un uomo. Molti pensano che la vita degli uomini abbia più valore di quella di una donna, è un dato di fatto. Motivo per cui bisogna parlare di tutto ciò in modo più incisivo, perché tendiamo sempre ad accarezzare questi temi e non ad affrontarli con la giusta energia”.
“Amami da morire”, non è un monologo teatrale, è un guida pratica di sopravvivenza dal punto di vista affettivo. Un percorso molto potente di consapevolezza che porta lo spettatore, donne e uomini, a riconoscere le dinamiche tossiche e riuscire a venir fuori da queste situazioni. Perché chi picchia, vessa, tiene in scacco economicamente e psicologicamente il proprio partner, non ama e spesso finisce per uccidere. Roberta Bruzzone scuote le coscienze nei teatri italiani, risvegliando gli animi annichiliti dal patriarcato.





