Toscana

ad Arezzo più reati e meno ricchezza. Migliorano sistema salute e sicurezza sociale

Segnali di ripresa per quanto riguarda la qualità della vita nel territorio aretino. È quanto emerge dalla 27ª edizione della classifica di ItaliaOggi-Ital Communications, realizzata in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma, che vede Arezzo salire di 12 posizioni collocandosi al 47° posto sulle 107 province italiane. Fra le toscane si piazza in settima posizione, davanti a Grosseto (49ª), Pistoia (57ª) e Massa Carrara (59ª), mentre finisce alle spalle di Livorno (38ª), Lucca (31ª), Pisa (24ª), Prato (21ª), Siena (18ª) e Firenze (4ª)

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Come è stata stilata la classifica

Sono nove le macro-categorie considerate dall’indagine per valutare un’ideale condizioni di benessere: affari e lavoro, ambiente, reati e sicurezza, sicurezza sociale, istruzione e formazione, popolazione, sistema salute, turismo, reddito e ricchezza. All’interno di ogni graduatoria, va evidenziata un’ulteriore suddivisione in quattro fasce: buona, accettabile, scarsa e insufficiente. Di seguito ecco il confronto tra Arezzo, le altre realtà toscane e le migliori in Italia.

1) Affari e lavoro

È il parametro dove Arezzo brilla maggiormente, occupando la 20esima posizione in Italia (+4 posizioni rispetto al 2024), valevole la fascia “buona” nonché la quarta in Toscana dietro a Firenze (2ª), Prato (3ª) e Siena (6ª). In testa, a livello nazionale, c’è Bolzano. Tra gli indicatori di questa categoria rientrano: tasso di occupazione e disoccupazione maschile e femminile 15-64 anni; l’importo medio dei protesti; incidenza di start-up e piccole e medie imprese innovative.

Più in generale, sono 32 le province in fascia “buona”, 34 in “accettabile”, 22 in “scarsa” e 19 in “insufficiente”.

2) Ambiente

L’Aretino guadagna una posizione rispetto al 2024 e si piazza al 51° posto in fascia “scarsa”. In Toscana fanno meglio Prato (21ª), Firenze (25ª), Lucca (34ª), Massa-Carrara (44ª) e Pisa (48ª). Il podio italiano è occupato da Bolzano, Bologna e Bergamo. Alcuni degli indicatori valutati sono: consumi idrici pro capite; raccolta di rifiuti urbani; consumo di gas naturale ed energia elettrica; densità di verde storico e nei parchi urbani; densità di piste ciclabili nei capoluoghi.

Sono solo 19 le province in fascia “buona”, 25 in “accettabile”, 40 in “scarsa”, 23 in “insufficiente”.

3) Reati e sicurezza

Arezzo registra in questa dimensione d’analisi il peggioramento più significativo rispetto all’anno precedente, con un calo di 29 posizioni che le vale la 70ª posizione in fascia “scarsa”. Da evidenziare che nessuna provincia Toscana è nelle prime 30 dello stivale: la migliore è Massa-Carrara al 39° posto davanti a Siena (50ª) e Lucca (60ª). Il capoluogo di regione Firenze è addirittura penultima (106ª). Primato assoluto per Ascoli Piceno, seguita da Oristano e Potenza. Tra i parametri valutati troviamo: incidenza di omicidi volontari, tentati omicidi, violenze sessuali, sequestri di persona, reati contro il patrimonio, scippi e borseggi, furti in appartamento.

33 le province in fascia “buona”, 30 in “accettabile”, 28 in “scarsa” e 16 in “insufficiente”.

4) Sicurezza sociale

È la categoria dove Arezzo cresce maggiormente rispetto al 2024: 51 posizioni guadagnate per un complessivo 42° posto, che le vale la fascia “accettabile” e la sesta piazza in Toscana alle spalle di Prato (3ª), Siena (4ª), Pisa (10ª), Firenze (33ª) e Grosseto (35ª). In vetta c’è ancora Ascoli Piceno davanti a Lodi e alla sopra citata provincia pratese. In questa categoria sono presenti indicatori come: incidenza di infortuni sul lavoro, morti e feriti negli incidenti stradali, suicidi, morti per tumore, tasso di disoccupazione maschile e femminile 15-24 anni.

32 le province in fascia “buona”, 30 in “accettabile”, 27 in “scarsa” e 18 in “insufficiente”.

5) Istruzione e formazione

38esima piazza per Arezzo, che recupera due posizioni ma rimane in fascia “accettabile”. Solo tre province toscane fanno meglio: Firenze (6ª), Pisa (22ª) e Siena (35ª). In Italia guida Bologna davanti a Milano e Udine. Tra gli indicatori valutati in questa dimensione troviamo: bambini fruitori di servizi comunale per l’infanzia; persone in possesso di diploma istruzione secondario e di laurea; studenti con adeguate competenze numeriche e alfabetiche.

24 le province in fascia “buona”, 29 in “accettabile”, 28 in “scarsa” e 26 in “insufficiente”.

6) Popolazione

Arezzo guadagna 7 posizioni e risale al 43° posto, consolidando il suo status nella fascia “accettabile”. In Toscano fanno meglio Prato (17ª), Firenze (25ª) e Pisa (31ª), Pistoia (40ª) e Siena (41ª). Comandano in Italia Bolzano, Trento e Brescia. Fra gli indicatori valutati troviamo: incidenza del tasso di mortalità, emigrati e immigrati, indice di vecchiaia e dipendenza dagli anziani.

24 le province in fascia “buona”, 29 in “accettabile”, 28 in “scarsa” e 26 in “insufficiente”.

7) Sistema salute

L’Aretino migliora ma resta nella seconda metà di classifica, posizionandosi al 70° posto (+14) in fascia “scarsa“. Fra le province toscane Siena (3ª) e Pisa (4ª) si collocano al top in Italia, seguite da Firenze (18ª), Grosseto (26ª) e Prato (50ª). Primeggiano a livello nazionale Ancona e Catanzaro. Fra i parametri censiti: incidenza di posti letto in reparti come ostetricia e ginecologia, cardiologia e cardiochirurgia, terapia intensiva e neonatale, oncologia, tasso di ospedalizzazione.

Sono 20 le province in fascia “buona”, 31 in “accettabile”, 32 in “scarsa” e 24 in “insufficiente”.

8) Turismo

Arezzo perde tre posizioni e scende al 57° posto, in fascia “scarsa”. Soltanto Massa-Carrara (65ª) fa peggio in Toscana, mentre davanti troviamo in ordine Livorno (5ª), Firenze (10ª), Grosseto (11ª), Lucca (15ª), Siena (21ª), Pisa (29ª), Pistoia (42ª) e Prato (44ª). Il podio italiano è occupato da Bolzano, Trieste e Rimini. Sono stati presi in esame indicatori come tempo medio di permanenza, presenze turistiche giornaliere, numero di spettacoli, numero medio di spettatori, spesa media pro capite.

Solo 17 le province in fascia “buona”, 28 in “accettabile”, 32 in “scarsa” e 30 in “insufficiente”.

9) Reddito e ricchezza

L’Aretino perde ben 13 posizioni ma resta in fascia “accettabile”, collocandosi al 53° posto. Anche in questo caso è la penultima posizione in Toscana, meglio solo di Pistoia (61ª) e peggio di Firenze (3ª), Siena (8ª), Lucca (15ª), Livorno (20ª), Prato (28ª), Pisa (29ª), Grosseto (44ª) e Massa-Carrara (51ª). Milano conquista il primato nazionale davanti a Bolzano e alla provincia fiorentina. Tra gli indicatori considerati ci sono: reddito disponibile pro capite, retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti; importo medio annuo pensioni; valore medio al mq di immobili residenziali; cost0 medio al mq affitto immobile residenziale, variazione dei prezzi al consumo.

Sono 28 le province in fascia “buona”, 35 in “accettabile”, 21 in “scarsa” e 23 in “insufficiente”.

Il quadro nazionale

“La classifica 2025 – evidenzia ItaliaOggi – restituisce un’Italia peggiorata di poco rispetto allo scorso anno ma meno polarizzata. Milano si conferma in cima, seguita da Bolzano e Bologna, mentre Trento, Padova e Verona consolidano la forza del Nord-Est. Rispetto al 2024, la media della classifica generale è scesa di 30 punti. Il Nord e il Centro restano ai vertici, il Mezzogiorno riduce le cadute più profonde, ma non accorcia davvero la distanza”.


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