Calabria

Rapine e ferimenti, paura tra i boschi. I cacciatori calabresi chiedono più sicurezza

L’ennesima rapina ai danni di cacciatori, consumatasi domenica scorsa, ha innalzato ulteriormente il livello di allarme per la sicurezza di migliaia di appassionati del comprensorio reggino e vibonese. A preoccupare, in questa fase, soprattutto l’escalation di violenza fisica che, oltre alla sottrazione delle armi, i malcapitati sono costretti a subire da parte dei ladri.
Ieri sono emersi ulteriori particolari in merito all’episodio del 9 novembre. E le sfumature della vicenda inquietano per lo spaccato criminale che lasciano intravedere ben oltre la sottrazione dei fucili. Sono da poco passate le sette e mezza di domenica quando alla Stazione dei carabinieri di Limbadi fa il suo ingresso C.T., classe ’47, per sporgere formale denuncia per un’aggressione e il furto di fucili. Insieme a lui il compagno di caccia N.F., classe ’68. Entrambi, residenti a Reggio Calabria, sono stati vittime di una brutale agguato da parte di tre ignoti che, con il volto travisato da passamontagna, hanno messo in atto un vero e proprio assalto a mano armata.
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