Società

Salute, soldi, lavoro: le tre cause di ansia e stress delle famiglie italiane. La sociologa: «Le preoccupazioni più intense non ai margini della società ma tra le famiglie più consapevoli e responsabilizzate»

Aumenta anche la solitudine, che il Cisf definisce in modo molto efficace come «dispositivo strutturale di vulnerabilità»: tra chi si sente isolato solo il 38% si percepisce attivo, calmo o di buon umore. Il fenomeno colpisce soprattutto i giovani adulti e le famiglie cosiddette «sandwich», quelle cioè che devono occuparsi contemporaneamente dei figli e dei genitori anziani. Quasi una famiglia con figli su due (42,6%) svolge compiti di caregiving verso un familiare non autosufficiente; più della metà (53,3%) di chi se ne prende cura dichiara di sentirsi spesso sopraffatto.

Sul piano demografico, il figlio unico diventa la norma: il 58,7% delle famiglie con figli ne ha uno solo. Parallelamente, cresce il peso affettivo degli animali domestici: il 59,8% dei nuclei ne possiede almeno uno, percentuale che sale al 71% tra le coppie con figli e al 74,9% tra i monogenitori. Una tendenza che riflette un bisogno relazionale e talvolta porta al fenomeno del «dog parenting», in cui l’animale è trattato come un figlio.

Smartphone, quale educazione all’uso all’interno delle famiglie?

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Dal report non mancano poi le sfide educative. Nelle famiglie con minori, il conflitto sull’uso dello smartphone è presente nel 55,4% dei casi e non riguarda solo i figli: nel 30% dei casi coinvolge il partner. Lo studio individua quattro profili genitoriali di fronte al digitale: «domatori» (36,7%), «disarmati» (24,4%), «accompagnatori» (15,7%) e «liberi battitori» (23,2%). Intanto, il 58,4% delle famiglie con minori dichiara di usare ChatGPT, segno di una rapida integrazione dell’intelligenza artificiale nella quotidianità scolastica e domestica.

E il futuro come sarà?

Gli italiani guardano al mondo e al paese con pessimismo: il 57% teme un peggioramento della situazione globale e nazionale. Ma sul piano personale e familiare prevale un cauto realismo: il 56,7% ritiene che per la propria famiglia le cose resteranno stabili. Come scrive la sociologa Sara Nanetti nel report, «le preoccupazioni più intense non si collocano ai margini della società ma tra le famiglie più consapevoli e responsabilizzate, segno che la vulnerabilità contemporanea è anche il rovescio della coscienza critica».

Il Cisf Family Report 2025 (pubblicato da Edizioni San Paolo, 234 pp., 18 euro) invita infine a superare la logica della resilienza come «virtù obbligatoria» e a rafforzare il ruolo pubblico della famiglia come rete primaria di benessere. Servono, secondo Belletti, «nuove politiche di welfare relazionale, servizi di supporto psicologico e spazi comunitari che generino valore sociale».


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