Lazio

il Lazio sul podio come terza regione italiana per consumo

L’allarme arriva dai numeri. In meno di dieci anni l’uso di psicofarmaci tra bambini e adolescenti italiani è più che raddoppiato.

A certificarlo è il Rapporto OsMed 2024 sull’uso dei medicinali in Italia, realizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e presentato ieri (11 novembre 2025) a Roma.

Nel 2016 gli psicofarmaci venivano assunti dallo 0,26% dei minori. Oggi la percentuale è salita allo 0,57%, ovvero un bambino ogni 175. Anche il consumo, in termini di confezioni, è cresciuto vertiginosamente: da 20,6 a 59,3 confezioni ogni 1.000 bambini.

Un incremento che fotografa un fenomeno in espansione, anche se – precisano da Aifa – i livelli italiani restano tra i più bassi d’Europa.

Il Lazio è la terza regione italiana per consumo di psicofarmaci nei bambini

Dal rapporto emerge che il Lazio è la terza regione italiana per consumo di psicofarmaci nei bambini. Sopra ci sono la Sardegna, con 94.3 confezioni per 1000 abitanti e la Toscana 91.3.

Mentre il valore più basso si registra in Basilicata: 34.7. La prevalenza d’uso, nella nostra Regione, è pari allo 0.72%, a fronte di un valore medio nazionale dello 0.57%.

Andando ancora più nel dettaglio, nel Lazio si registra il valore più alto per quanto riguarda gli antipsicotici, farmaci utilizzati per la cura di varie condizioni psicopatologiche tra cui i disturbi psicotici e i gravi disturbi dell’umore.

Nella nostra regione, il rapporto conta 44.3 confezioni ogni mille bambini, a fronte di un valore medio nazionale pari a 30.2.

Per quanto riguarda il consumo di antidepressivi, si conta una media di 18.4 confezioni ogni 1000 bambini, in questo caso il valore non si discosta troppo da quello nazionale, pari a 17.4.

Mentre è molto più netto il distacco per quanto riguarda il consumo di farmaci per l’Adhd: 12.3 confezioni ogni 1000 bambini a fronte di una media nazionale di 4.9.

Antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’Adhd: le terapie più prescritte

Il rapporto evidenzia che le categorie di medicinali più prescritte ai minori sono antipsicotici, antidepressivi e farmaci per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd).

Le prescrizioni aumentano con l’età: tra i 12 e i 17 anni il livello di consumo tocca 129,1 confezioni ogni 1.000 ragazzi, con una prevalenza dell’1,17%.

Un trend in linea con quanto accade a livello internazionale, dove – soprattutto dopo la pandemia di Covid-19 – si registra un aumento costante dei disturbi psicologici e del ricorso a trattamenti farmacologici in età pediatrica.

“Nonostante l’aumento osservato negli ultimi anni, in parte legato alle conseguenze dell’emergenza pandemica sulla salute mentale dei più giovani – sottolinea Aifal’Italia mantiene livelli di prescrizione molto inferiori rispetto ad altri Paesi”.

Per fare un paragone: nel 2024 la quota italiana si ferma allo 0,57%, contro l’1,61% della Francia e oltre il 25% degli Stati Uniti.

Metà dei minori italiani ha ricevuto almeno una prescrizione medica

Il rapporto OsMed fotografa anche l’uso complessivo di farmaci tra bambini e adolescenti. Oltre 4,6 milioni di minori, più della metà della popolazione pediatrica, hanno ricevuto almeno una prescrizione nel corso del 2024.

Gli antinfettivi per uso sistemico restano i medicinali più utilizzati, seguiti da quelli per l’apparato respiratorio e dai preparati ormonali sistemici.

Spesa farmaceutica in crescita: 37,2 miliardi nel 2024

Il Rapporto fotografa anche l’andamento della spesa farmaceutica nazionale, che nel 2024 ha raggiunto 37,2 miliardi di euro, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente.

L’incremento non è dovuto a un maggior consumo di medicinali – che resta stabile – ma all’ingresso sul mercato di terapie innovative e ad alto costo rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale.

Il 72% della spesa complessiva, pari a 26,8 miliardi di euro, è stato sostenuto dal pubblico, in crescita del 7,7%, mentre la spesa privata a carico dei cittadini è scesa a 10,2 miliardi (-4,6%).

Particolarmente significativa la voce relativa ai farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche, che tocca i 17,8 miliardi di euro, +10% in un anno.

La spesa territoriale, cioè quella che passa dalle farmacie, si attesta invece a 13,7 miliardi, con un aumento del 5,1%.

Farmaci cardiovascolari i più usati, antitumorali i più costosi

Nel 2024 gli italiani hanno assunto in media 1.895 dosi di medicinali ogni 1.000 abitanti al giorno. I farmaci per il sistema cardiovascolare restano i più consumati, mentre il primato della spesa va a quelli antitumorali, che assorbono 8,2 miliardi di euro.

Il rapporto segnala anche l’aumento delle terapie avanzate (12 rimborsate nel 2024), dei farmaci orfani per le malattie rare – che incidono per l’8,3% sulla spesa pubblica – e dei medicinali innovativi, ben 46 introdotti tra il 2022 e il 2024.

Aifa: “Bene i progressi, ma serve più uso di generici e appropriatezza”

“Dal Rapporto emergono segnali incoraggianti – ha commentato il presidente di Aifa, Robert Nisticòcome l’aumento delle terapie avanzate e dei farmaci per le malattie rare rimborsati dal Servizio sanitario. Ma c’è ancora da migliorare”.

Per Nisticò, resta “fondamentale promuovere il consumo dei farmaci generici, l’aderenza alle terapie e l’appropriatezza prescrittiva, per garantire innovazione e migliori cure ai pazienti, nel rispetto della sostenibilità del sistema sanitario”.

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