Basilicata

Affidopoli lucana, guardia di finanza in regione

Commesse senza gara e fondi verso conti esteri: la Procura di Potenza indaga sull’affidopoli lucana svelata dal Quotidiano della Basilicata. Acquisita dagli agenti la documentazione negli uffici del Dipartimento Ambiente relativa alla commessa per l’organizzazione di un convegno sulla “Rigenerazione urbana” al teatro Stabile di Potenza nel giugno scorso


Dopo le verifiche interne, le indagini della Procura.
Pare destinata a diventare un caso giudiziario l’inchiesta del Quotidiano della Basilicata sull’affidopoli lucana. Con commesse per quasi mezzo milione di euro affidate senza gara a due associazioni farlocche guidate da un’irraggiungibile signora argentina, un giovane austriaco e un fantomatico turco. E una discreta sommetta, circa 180mila euro, già instradata su un conto estero. Su una piattaforma digitale di movimentazione globale di denaro bacchettata più volte, anche di recente, per violazione delle norme anti riciclaggio.

AFFIDOPOLI LUCANA DIVENTA UN CASO GIUDIZIARIO

Nei giorni scorsi gli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza si sono presentati all’ingresso del dipartimento Ambiente della Regione Basilicata.
Agli addetti alla ricezione degli atti hanno lasciato una richiesta di acquisizione della documentazione relativa a una commessa in particolare: quella per l’organizzazione di un convegno sulla “Rigenerazione urbana” al teatro Stabile di Potenza, a metà 12 giugno.

LE CARTE

A stretto giro, quindi, da via Verrastro dovrebbero riscontrare la richiesta trasmettendo le carte. A partire dalla determina con cui a maggio l’allora direttore del dipartimento Ambiente Michele Busciolano, colonnello della Guardia di finanza in congedo, aveva affidato la commessa all’associazione “Cooperare”, di base in un ufficio condiviso di Firenze. Sostenendo che l’associazione avesse «già svolto attività simili a quelle oggetto di affidamento». Sebbene dalla banca dati dei contratti pubblici dell’Anac non risulti alcunché, e alla Camera di commercio risultasse iscritta, in via telematica, soltanto da 3 mesi.

IL CASO COOPERARE

Per i servizi resi dai referenti locali di “Cooperare”, come il Quotidiano ha già avuto modo di raccontare, risultano trasferiti 14.700 euro sul conto estero delle due associazioni. Stesso conto su cui l’ associazione gemella, “Mediamente”, avrebbe ricevuto 140mila euro dall’Agenzia regionale per l’ambiente della Basilicata per la gestione di portale internet e profili social. Più gli anticipi di Parco nazionale dell’Appennino lucano e Acquedotto lucano per due commesse da 60mila euro cadauna per attività di comunicazione.

I REALI BENEFICIARI

Inseguendo il denaro destinato alle due associazioni la Finanza potrebbe essere in grado di risolvere il mistero sui reali beneficiari delle commesse in questione, e sui motivi che li hanno spinti ad avvalersi di due classiche organizzazioni “paravento” per non comparire. Acclarando una volta per tutte se si tratti, o meno, di imprenditori vicini ai vertici degli enti appaltanti. Se non proprio in relazioni economiche con gli stessi.
Poi spetterà ai pm della Procura della Repubblica di Potenza, coordinati dal procuratore Maurizio Cardea, tirare le somme. Valutando l’esistenza di reati da perseguire.


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