I Wanna Be A Teen Again – Il power pop negli anni ’80

Una chitarra elettrica, l’energia del punk, la dolcezza del pop anni ’60 e fiumi di melodia. A volte bastano davvero pochi ingredienti per creare una formula perfetta. Se poi ci aggiungi un ritornello orecchiabile, di quelli che ti si stampano in testa al primo ascolto, hai tra le mani la ricetta ideale del power pop – un sottogenere del rock tanto effervescente quanto sottovalutato, capace di unire immediatezza melodica e grinta chitarristica come pochi altri.
Nato tra la fine dei ’60 e i primi ’70, il power pop conobbe una vera e propria esplosione nel 1979, quando per i Knack si spalancarono le porte del successo mondiale con “My Sharona”. Un fenomeno lampo, certo, ma sufficiente a innescare una valanga di band pronte a seguirne le orme. Per qualche anno, tra la fine dei ’70 e i primi ’80, il mondo venne travolto da un vortice fatto di grintose chitarre e pop zuccheroso, prima che il genere tornasse nelle retrovie, continuando però a fiorire in una vivace scena sotterranea per tutto il decennio.
Proprio a questo periodo guarda la Cherry Red Records, che con il box set “I Wanna Be A Teen Again – American Power Pop 1980-1989″ ha deciso di celebrare un’epoca tanto breve quanto intensa. Nei tre CD che compongono la raccolta si snoda un viaggio dalle origini dell’ondata power pop dei primi anni ’80 fino ai suoi riflessi più tardivi: una panoramica che abbraccia sia i nomi noti sia gli eroi dimenticati di una stagione musicale esuberante e indimenticabile.
Il cofanetto raccoglie classici intramontabili e diamanti grezzi mai pienamente riconosciuti, tracciando la parabola di un genere che, pur avendo perso presto la propria etichetta commerciale, non smise mai di produrre grandi canzoni. Mentre alcuni musicisti trovarono rifugio in nuove correnti come la scena Paisley Underground o il jangle pop, altri continuarono ostinatamente a difendere il vessillo del power pop, come soldati sperduti nella giungla dopo la fine della guerra.
Il risultato del monumentale lavoro di ricerca svolto dai tipi della Cherry Red è una celebrazione appassionata e filologica di quegli anni, resa ancora più attuale dal rinnovato interesse verso la scena: oggi gruppi come i Lemon Twigs ne riscoprono suoni e atmosfere, mentre artisti storici come i Redd Kross e le Bangles tornano al centro dell’attenzione grazie a libri, documentari e ripubblicazioni.
Una visione forse un po’ limitata geograficamente – nel complesso il focus resta sull’America, tralasciando le importanti declinazioni britanniche del genere – ma impossibile da criticare: “I Wanna Be A Teen Again” ha il merito di riportare alla luce decine e decine di artisti e brani che meritano una seconda possibilità.
E proprio a loro vogliamo guardare: ecco a voi dieci gemme nascoste tratte dal box set, pronte a dimostrare che il power pop, quando è genuino e fatto bene, non invecchia mai. Buon ascolto!
NIKKI AND THE CORVETTES
Just What I Need
A Nikki Corvette fu sufficiente un solo album, dato alle stampe nel lontano 1980, per entrare nella leggenda del power pop. Un mix fra Ramones e Ronettes per una canzone che ha lasciato un segno profondo nel cuore non solo di tanti ascoltatori, ma anche di numerose band che hanno provato a seguire le orme della cantante di Detroit (soprattutto dei gruppi tutti al femminile, come le Donnas).
RADIO CITY
Don’t Mistake Love
Presero il nome da un album dei Big Star, si esibirono nel leggendario CBGB ma non riuscirono a spiccare il volo i dimenticatissimi Radio City di Long Island. Ci lasciano una manciata di demo registrate nel 1980 fra cui questa deliziosa “Don’t Mistake Love”.
MOONDOGS
When Sixteen Wasn’t So Sweet
Lo chiamiamo lo-fi o power pop casereccio? Resta il fatto che questa demo di quarantacinque anni fa ha proprio il suono tipico delle registrazioni fatte in casa. Poco importa: la melodia di “When Sixteen Wasn’t So Sweet” dei Moondogs gira benissimo anche in questa forma a dir poco amatoriale.
SVT
Love Blind
Una piccola gemma tratta dall’unico album pubblicato dai SVT nel 1981. La band, originaria di San Francisco, proponeva un power pop tendente all’hard rock ma, nel caso specifico di “Love Blind”, troviamo anche qualche richiamo alla psichedelia. Un probabile retaggio del bassista Jack Casady, noto per i suoi trascorsi con i Jefferson Airplane.
GREAT BUILDINGS
Hold On To Something
Questa è una chicca imperdibile per tutti gli appassionati di “Friends”. Il cantante dei Great Buildings, infatti, era Danny Wilde dei Rembrandts, la cui unica canzone di successo fu proprio la sigla della celebre serie tv (“I’ll Be There For You”).
THE DECOYS
Not The Tremblin’ Kind
L’unico singolo mai pubblicato dai newyorchesi Decoys, datato 1981, venne riregistrato una ventina di anni dopo dalla cantante country Laura Cantrell e inserito in un disco (intitolato proprio “Not The Tremblin’ Kind”) che colpì in maniera estremamente positiva pezzi da novanta come Elvis Costello e John Peel.
BRUCE MOODY
AM Romance
Lo statunitense Bruce Moody, autore di un unico EP nel 1982 e poi dimenticato per decenni, è tornato a scrivere e pubblicare musica dopo essere stato riscoperto da un gruppo di appassionati sui social network. Un recupero doveroso, perché un brano come “AM Romance” non merita di certo l’oblio.
CLUB WOW
What’s With You
Un ottimo esempio di power pop potente ed elettrizzante, decisamente vicino al punk, che ci viene proposto da questa misteriosa band fondata nel 1981 dal chitarrista Jimmy Zero (ex Dead Boys).
THE DB’S
Love Is For Lovers
Singolo stellare – e ingiustamente dimenticato – col quale i newyorchesi dB’s provarono a imporsi all’attenzione del grande pubblico nel lontano 1984. Non ci riuscirono, ma raccolsero non pochi giudizi positivi da parte della critica. Senza ombra di dubbio, uno dei brani migliori dell’intero box set.
FLYING COLOR
Dear Friend
Un bel brano in bilico fra power e jangle pop, intriso di quella dolce malinconia che arriva subito al cuore. Peccato che nella storia dei Flying Color vi siano soltanto due album!
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