Trump trionfa in Israele e firma la pace in Egitto: «Ho cambiato la storia, è l’alba di un nuovo Medio Oriente»
Donald Trump si prende la sua rivincita sul Nobel per la pace che non ha vinto, e lo fa con un viaggio lampo in Israele ed Egitto per siglare il nuovo accordo di pace di Gaza, accolto come un eroe tra standing ovation, onorificenze e paragoni biblici.
Davanti alla Knesset, dove è stato il primo presidente americano a parlare dopo George W. Bush nel 2008, Trump ha rivendicato di aver «cambiato la storia dopo tremila anni» e di aver posto fine «non solo a una guerra, ma a un’era di terrore e morte». Il premier Benjamin Netanyahu lo ha definito «il miglior amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca», mentre il presidente Isaac Herzog gli ha conferito la più alta onorificenza civile del Paese.
Nel suo discorso, accolto da lunghi applausi e cori di sostegno, l’ex presidente ha parlato della pace come della sua più grande impresa politica: «Ho trasformato l’art of deal nell’art of peace deal», ha detto, salutando «l’alba storica di un nuovo Medio Oriente».
Il presidente della Knesset Amir Ohana lo ha paragonato a Ciro il Grande, il re persiano che liberò gli ebrei dall’esilio babilonese, definendolo un «colosso destinato al pantheon della storia» e rilanciando la sua candidatura al Nobel per la pace per il prossimo anno.
Dopo il discorso a Gerusalemme, Trump ha raggiunto Sharm el-Sheikh, dove ha firmato solennemente l’accordo di pace insieme ai leader dei Paesi mediatori – Egitto, Qatar e Turchia – e incontrato oltre venti capi di Stato e di governo. «Non credo che andrò in paradiso per l’accordo su Gaza, ma ho reso la vita migliore a molte persone», ha detto Trump durante il viaggio sull’Air Force One.
Un bagno di folla e di consensi per un leader che ora guarda già ai prossimi obiettivi: allargare gli Accordi di Abramo, favorire la pace in Ucraina e tentare un nuovo dialogo con l’Iran sul nucleare.
Source link
