Snocaps: Waxahatchee + MJ Lenderman :: Le Recensioni di OndaRock
Le gemelle Katie e Allison Crutchfield, da Birmingham, Alabama, a soli quindici anni avevano già un buon repertorio di brani autografi, messo a punto insieme ai compagni di High School Michael McClellan e Carter Wilson. Un energetico college-rock anni Novanta, a metà strada fra indie-pop e power punk, debitore di band al femminile, quali Belly e Breeders. Katie canta e suona la chitarra, Allison si occupa delle tastiere. Velocemente si radicano nella scena DIY locale, con il nome di Ackleys, grazie all’album “The Ackleys” (2005) e all’Ep “Forget Forget, Derive Derive” (2006), dimostrando un potenziale ragguardevole. Ma quando gli altri componenti del gruppo si iscrivono in college diversi, la band si ritrova impossibilitata a proseguire il proprio cammino.
L’esperienza non andrà comunque perduta: le caparbie gemelle, con un’idea in testa già molto ben delineata, nel giro di poche settimane sono di nuovo in pista con l’evoluzione di quel bozzolo primordiale. Nel 2007 l’eredità degli Ackleys germoglia nei P.S. Eliot: Katie canta e suona la chitarra, mentre Allison parte dalle tastiere per spostarsi alla batteria. Il songwriting si perfeziona, restando comunque circoscritto nell’alveo di pop song fortemente venate di attitudine punk. Il debutto giunge nel 2008 con “The Bike Wreck Demo”, al quale seguono i due album, “Introverted Romance In Our Troubled Minds” nel 2009 e “Sadie” nel 2011, il loro migliore, intervallati dall’Ep “Living In Squalor”. Il suono resta fortemente influenzato dal tipico college-rock degli anni Novanta, valga per tutti l’ascolto di “Untitled”, brano estratto da “Sadie”.
Non riuscendo a intravedere ulteriori possibilità di miglioramento, arriva però – precoce – lo scioglimento, motivato dalla reciproca esigenza, specie da parte delle due sorelle, di intraprendere strade diverse e più personali. Prima di separarsi, diffondono sulla propria pagina Bandcamp “Demonstration”, raccolta di quindici demo, versioni casalinghe di brani già pubblicati. Nel 2016 uscirà, postuma, “Anthology 2007-2011”, completissima raccolta di tutto lo scibile esistente a nome P.S. Eliot, comprese versioni alternative e demo, per un totale di cinquanta tracce: irrinunciabile compendio per chiunque voglia approfondire il percorso delle ancor giovanissime gemelle Crutchfield. Tutti i lavori dei P.S. Eliot, così come tutti quelli degli Ackleys, sono tuttora rintracciabili sulle principali piattaforme di streaming musicale.
Katie e Allison, parallelamente ai P.S. Eliot, soddisfarono la propria bulimia compositiva anche attraverso l’effimera esperienza Bad Banana, prescindibile quartetto del quale rimangono le registrazioni casalinghe, molto lo-fi, contenute nell’album “Crushfield” (2010) e nel successivo Ep “Cry About It” (2011). Nel frattempo le sorelle lasciano la nativa Birmingham, alla ricerca di nuovi stimoli e opportunità. Si trasferiscono prima a Philadelphia, e successivamente a Brooklyn, perché è lì che, nel mondo dell’arte, le cose accadono. E accadranno per davvero, con Katie che troverà posto fra le voci più autorevoli della nuova americana con il nome d’arte Waxahatchee, e Allison protagonista nelle Swearin’, oltre che di una seminascosta carriera solista, prima di approdare a lavorare come A&R presso un’etichetta discografica.
Passano gli anni e il giorno di Halloween 2025, senza alcun preavviso, arriva “Snocaps” l’omonimo album d’esordio del nuovo progetto firmato dalle gemelle Crutchfield, che per l’occasione accolgono a bordo MJ Lenderman, il chitarrista dei Wednesday (ormai anche apprezzato leader di una propria band) e il produttore Brad Cook, già più volte collaboratore di Katie. Si tratta di dodici tracce (più una breve reprise finale) country-pop attraverso le quali le gemelle propongono un compendio del loro passato in comune.
Nelle nuove canzoni Katie e Allison mantengono sempre un rigoroso ruolo di centralità, con Lenderman molto più discreto rispetto alle cavalcate à-la Neil Young e alle derive noise alle quali ci ha abituati, anche se la sua impronta risulta evidentissima sin dalle prime note dell’iniziale “Coast”, il pezzo scelto come singolo, per il quale è stato anche realizzato un videoclip promozionale.
Katie e Allison si suddividono lo spazio equamente, confermando un songwriting di altissimo livello, fra racconti di fughe in macchina e resoconti di dipendenze varie. Il suono è sempre piuttosto pieno, con giusto un paio di brani lasciati a uno stadio minimale, le meditative “Hide” (che parte come “All I Want Is You” degli U2) e “I Dont’t Want To”. La componente pop oriented è prevalente in tracce come “Heathcliff” e “Wasteland”, profuma invece di radici country ”Angel Wings”, un tocco indie rock piuttosto sbarazzino permea “Brand New City”, “Over Our Heads”, “Doom” e “You In Rehab”, mentre sprigionano grande solarità “Cherry Hard Candy” e “Avalanche”. Le Crutchfield e Lenderman si scambiano continuamente gli strumenti (chitarre, basso, batteria), con naturalezza, senza che alcuna canzone perda mai un briciolo di efficacia.
04/11/2025




