deve scontare 5 anni e 3 mesi

SANT’ANGELO IN VADO Ambera Saliji, 29 anni, è stata prelevata nei giorni scorsi dai carabinieri e portata in carcere nella sezione femminile di Pesaro. La ragazza è stata condannata in appello, lo scorso maggio, a 5 anni e 3 mesi di reclusione per concorso anomalo volontario e aggravato nell’omicidio di Ismaele Lulli, il 17enne ucciso il 19 luglio del 2015 a Sant’Angelo in Vado. Da allora sono passati 10 anni e ora viene scritta la parola fine da un punto di vista giudiziario.
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La sentenza definitiva
Sono scaduti i termini per presentare il ricorso in Cassazione e la sentenza di appello è diventata definitiva. Così la ragazza è finita in carcere, in quanto la condanna era superiore ai 4 anni. Abbiamo contattato il legale di Ambera, Giovanni Chiarini, ma il suo mandato è stato revocato dopo la sentenza di appello. Ambera aveva bisogno di una procura speciale per poter presentare ricorso in Cassazione. Ma i termini sono scaduti, non è stato presentato alcun ricorso. Ambera viveva e lavorava a Pesaro, ora deve scontare 5 anni e 3 mesi, ma tra circa un anno potrà chiedere una misura alternativa come una detenzione domiciliare in quanto la pena residua sarà sotto i quattro anni. La ragazza era stata condannata, in primo grado, nel 2022, perché inviò a Ismaele, con cui aveva avuto una relazione tradendo Igli Meta, un messaggio per invitarlo a un appuntamento alla fermata dell’autobus, al quale però lei non si presentò: al suo posto arrivarono il fidanzato albanese Igli Meta (all’epoca 22 anni) con l’amico Marjo Mema (21 anni). I due portarono, in auto, Ismaele nel bosco di San Martino in Selva Nera. Legato ad una croce di ferro, Ismaele fu seviziato e ucciso. Igli Meta e Marjo Mema sono stati condannati all’ergastolo in tre gradi di giudizio. Il primo è detenuto a Bologna, il secondo a Ferrara. Ambera, inizialmente chiamata come testimone, si era ritrovata sul banco degli imputati. Fu la Corte d’Assise di Pesaro a ordinare la trasmissione degli atti alla Procura di Urbino. Ambera fu sentita in incidente probatorio il 27 luglio 2015.
Il ruolo della ragazza
La domenica dell’omicidio, «Igli mi chiedeva se potevo aiutarlo. Se lo amavo veramente non avrei dovuto chiedere per cosa». Si trattava del messaggio per attirare Ismaele Lulli in trappola. Ambera provò a dire che non aveva il numero del 17enne. «Volevo prendere tempo sperando che gli passasse la rabbia». Quel messaggio lo manderà. «Ho accettato di prestarmi a chiedere un appuntamento a Ismaele perché pensavo che si potessero chiarire definitivamente». Igli scrisse in serata ad Ambera: «Mi dispiace ero troppo incazzato, l’ho ammazzato». Ambera dice di «essere rimasta scioccata dopo la confessione» e di essere «stata presa da un attacco d’ansia».
La complicità
Lei avrebbe anche avvisato Igli con un messaggio quando i carabinieri stavano andando a casa sua per sentirla: «Stai lontano da qui», scrisse. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado si leggeva che Ambera chiedeva di «cancellare quanto scritto a Ismaele per non essere coinvolta». E la ragazza scriveva a un’amica «Igli mi ha mandato vari messaggi di questo tipo ma non pensavo che arrivasse ad ammazzare Ismaele».




