Umbria

Il primo rigore era netto


Un pari per la continuità. Certo, il 2-2 del Mannucci serve a poco ad entrambe le squadre ai fini della classifica, ma per i biancorossi può essere importante a livello psicologico. 

Giovanni Tedesco appare rinfrancato, ma sugli episodi ha voluto dire la sua: “Il secondo rigore non c’era lo ammetto ma il primo era clamoroso. Bisogna evidenziarla questa cosa perché sia noi che allora ci giochiamo tantissimo”.

Poi si passa all’analisi della partita: “Abbiamo sempre provato a giocare e a creare. I primi 7-8 minuti nel secondo tempo non mi sono piaciuti, loro più aggressivi. Nel primo tempo inoltre eravamo lenti e forzavamo sempre la giocata in alcune zone del campo. I gol presi? Sul primo abbiamo letto male la preventiva, sul secondo eravamo troppo schiacciati. Ma devo valutare tante cose. Permettetemi di ringraziare Novellino e soprattutto Riccardo Gaucci che mi sostiene in tutto”.

C’è un qualcosa che potrebbe pensare che il vento stia cambiando: “Il campionato è iniziato al 55′ con il Livorno quando Manzari ha coperto l’errore di Giunti. Sono contento, ma bisogna lavorare di più”.

Tra una settimana i biancorossi riceveranno la visita dell’Arezzo capolista: “Già venire qui non è facile. Le prime tre fanno corsa a sé, gli altri inseguono. Credo sia il miglior avversario in questo momento, ma rispetto per tutti e paura per nessuno. E non è una frase fatta”. 

Infine un pensiero su Giovanni Galeone, recentissimamente scomparso: “Non lo conoscevo personalmente ma non devo essere io a dire cosa abbia fatto nel calcio. Mando un abbraccio alla famiglia”.

Un gol provvidenziale

Ad evitare la sconfitta è Giacomo Manzari, che inizia a far vedere quelle che sono le sue doti: “Sto crescendo di condizione dopo l’infortunio. Ora siamo diversi, mettiamo più coraggio e giochiamo senza pensare al risultato. Peccato, perché il rigore su di me andava concesso”. 

Sembra si respiri un’aria diversa: “Ringrazio il mister e la società per aver ricreato entusiasmo. I tifosi? Cerchiamo di uscire con la maglia sudata”. 

Non deve essere facile giocare sul sintetico, bagnato per giunta: “Cambia poco anche se gli appoggi sono diversi. Non dobbiamo crearci alibi”. 

Chiusura con le dediche obbligatorie: “Alla mia famiglia che mi è sempre stata vicina dati gli anni particolari passati. Poi a Giovanni Galeone”.

 

 


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