Roma, le farmacie comunali diventano centri di salute e inclusione
Le farmacie comunali di Roma si preparano a una vera rivoluzione. Dopo anni di difficoltà economiche e di incertezza gestionale, la rete Farmacap — 45 presidi socio-sanitari distribuiti nei quartieri della Capitale — cambia pelle grazie a un nuovo contratto di servizio approvato da Roma Capitale.
Un passaggio decisivo, che arriva dopo il piano di risanamento del 2022, e che segna il superamento della vecchia convenzione: ora, come per Atac e Ama, tra Comune e Farmacap c’è un accordo regolato, con obblighi reciproci, standard di qualità e un chiaro indirizzo pubblico.
Farmacie di quartiere ma anche presidi sociali
Il nuovo modello punta a trasformare le farmacie comunali da semplici punti vendita di medicinali in spazi di salute, prevenzione e inclusione sociale.
Oltre all’erogazione di farmaci, tamponi e vaccinazioni, saranno introdotti servizi di telemedicina, come elettrocardiogrammi e holter, e programmi di teleassistenza e telecompagnia per anziani e persone fragili.
Il contratto prevede anche la nascita di un servizio “badanti” — una forma di assistenza domiciliare leggera — per la selezione e formazione di personale qualificato a supporto delle famiglie.
Le farmacie diventano sportelli di comunità
Le 45 sedi Farmacap diventeranno inoltre “presidi di ascolto e orientamento” su quattro aree tematiche:
Migranti, con corsi di lingua, mediazione culturale e orientamento ai servizi sanitari;
Inclusione attiva, con consulenze psicologiche e sociali;
Giovani, con gruppi di aggregazione, educazione digitale e collaborazione con il Terzo Settore;
Genitorialità, con spazi di auto-mutuo aiuto e supporto ai caregiver di persone con disabilità.
Un piano ambizioso che, nelle intenzioni del Campidoglio, vuole restituire alle farmacie comunali il loro ruolo storico di presidio pubblico di prossimità, specialmente nei quartieri periferici.
Nuove aperture e strategie economiche
La delibera approvata il 9 ottobre prevede inoltre l’apertura di una nuova sede nel centro commerciale “Euroma 2” e la cessione delle proprietà immobiliari non strategiche (“no core”), per razionalizzare il patrimonio della società e liberare risorse per investimenti.
Parallelamente, Farmacap punta a ristrutturare e modernizzare le farmacie esistenti, con l’obiettivo di ampliare l’offerta e introdurre politiche di prezzi calmierati per le fasce sociali più deboli.
Le perplessità dei Municipi
Non mancano, però, le critiche. Alcuni municipi, come il II, hanno espresso forti perplessità sul nuovo assetto, definito “ambiguo” e “non pienamente coerente”.
“Il piano di programma e budget 2025-2027 si muove in una zona grigia tra due vocazioni — si legge nel parere del Municipio II —: da un lato Farmacap come operatore in un mercato competitivo, dall’altro come presidio sociale e sanitario per le aree più fragili. Ma questa duplice identità non viene chiarita né tradotta in una strategia coerente”.
Dello stesso avviso il Municipio VI, a guida centrodestra, che ha espresso parere negativo alla delibera.
Nonostante le critiche, dal Campidoglio si parla di una svolta necessaria per garantire un servizio moderno, capillare e realmente vicino ai bisogni dei cittadini.
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