Umbria

Bandecchi candidato il Campania, Nevi (Fi): «Spiace, poteva appoggiare il centrodestra»


di Marta Rosati

Clima di festa in casa Forza Italia, più che altrove, per il recente sì alla Riforma della giustizia: «È la riforma sulla quale puntiamo da tanti anni e per la quale si era particolarmente speso Berlusconi per coronare il sogno di una giustizia equilibrata, in cui accusa e difesa hanno stesso peso e che garantisca che il giudice che sia veramente indipendente, autonomo, equilibrato e nelle condizioni di valutare al meglio accusa e difesa. Indispensabile la separazione delle carriere perché il ruolo della pubblica accusa è completamente diverso da quello del giudice e quindi devono avere carriere separate; bene i due Csm e l’organo indipendente che è l’alta corte per la valutazione dei giudici stessi perché finora, diciamo, per il 99% sono stati sempre promossi a pieni voti, quindi significa che non c’è una reale valutazione dell’operato dei giudici, ma è un’operazione di casta in cui chiaramente per il gioco delle correnti ognuno protegge i suoi, indipendentemente dal merito, dalle capacità, dallo studio, le competenze, le pubblicazioni eccetera. Siamo contenti che la norma sia stata approvata non solo dal centrodestra, ma anche da una parte sinistra». Così in un’intervista a Umbria24 il deputato ternano di Forza Italia Raffaele Nevi.

Italia viva si è astenuta e Azione ha votato a favore. Queste queste strategie per esempio possono avere un peso nelle future alleanze?

«Ma no, io non penso; ritengo che alla base di quella espressione di volto di certe forze di minoranza ci sia un ragionamento su come deve funzionare la giustizia, su quelli che sono stati i problemi della giustizia in questi anni e c’è una convergenza larga anche di autorevolissimi rappresentanti del Pd. Penso a Bettini, penso a Ceccanti, penso a tanti, a Emma Bonino che è palesemente a favore di questa riforma e poi tanti altri, da Di Pietro a Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania; è una riforma che chiaramente ha ottenuto consensi trasversali».

Questa dunque la base di avvio della campagna referendaria. Giorgia Meloni ha già detto che qualunque esito avrà il referendum confermativo, non avrà alcun effetto sul governo. Non prevede quorum. Chi è che si spenderà di più per questo referendum quindi, le forze di maggioranza o quelle di opposizione?

«Secondo me tutti. Noi siamo particolarmente convinti di questa riforma, l’avevamo messa nel nostro programma di governo nel ’22, abbiamo rispettato un impegno che ci siamo presi con gli elettori, quindi innanzitutto va sottolineato questo. Poi adesso spiegheremo a tutti i cittadini italiani perché secondo noi è una buona riforma e confidiamo che ci sia un’approvazione; il popolo è sempre sovrano, il governo ha fatto già la sua parte, già abbiamo raggiunto il successo di portarla in quarta lettura in 3 anni».

Si sono velocizzati i tempi della politica e non quelli della giustizia allora forse… 

«No, i tempi della giustizia sono velocizzati perché negli ultimi anni i processi sono comunque migliorati non solo in virtù di quello che ha fatto questo governo, ma anche il governo precedente. Quindi il tema, certo, implica soprattutto risorse economiche che non sempre abbiamo a disposizione a causa della situazione dei conti pubblici italiani che non è mai così florida, però insomma stiamo lavorando; i processi civili per esempio hanno avuto un abbattimento dei tempi importante, addirittura sopra al 30%, forse la gente non se ne accorge ma la statistica ce lo dice».

Capitolo elezioni regionali: qual è lo stato di salute di Forza Italia e che effetto fa ritrovarsi Bandecchi candidato in Campania?

«Forza Italia è in un momento molto positivo. Noi stiamo incrementando voti, addirittura in alcune zone li raddoppiamo, triplichiamo, duplichiamo come in Valdosta. Abbiamo fatto +50% in Toscana, abbiamo praticamente raddoppiato i consensi nelle Marche, quindi le ultime elezioni sono andate molto bene, penso che ci sarà una conferma anche alle prossime. Per quanto riguarda Bandecchi non lo so, ha fatto una scelta; ci dispiace perché chiaramente il centrodestra avrebbe meritato di essere appoggiato sia in Campania nelle altre regioni».

Quindi non non possiamo dire che sia del tutto finita la stagione delle alleanze tra centrodestra e Alternativa Popolare, potrebbe ancora verificarsi…

«La stagione delle alleanze non è nei confronti di Alternativa popolare, ma di tutti i partiti, prevede la costruzione di alleanze fondate su programmi condivisi. In alcune zone, per esempio, noi in Basilicata siamo andati insieme a Calenda, in altre regioni siamo andati contro Calenda. È chiaro che sono elezioni regionali e ognuno, almeno per quanto ci riguarda, a livello locale può accordarsi anche con partiti che invece a livello nazionale sono in antitesi, questo non vale per tutti. In Umbria sì c’è stata l’alleanza anche con Bandecchi che in Campania non c’è stata.

E a proposito di questioni più locali, ovviamente in questi giorni in Umbria, come lei saprà, tiene banco la vicenda stadio clinica. Che idea si è fatto di questo ricorso depositato dalla Regione contro il Comune?

«In Regione ci sono degli incapaci totali. Assistere a ricorsi al Tar tra istituzioni è una cosa che non si era mai vista. Se ci sono problemi, ci si siede intorno a un tavolo e si cerca di trovare una soluzione se si pensa che quel progetto sia importante per il futuro sviluppo del territorio. Evidentemente la Regione pensa che quello non lo sia. Noi la pensiamo esattamente al contrario, quindi è un errore gravissimo da parte della Regione che mina lo sviluppo della nostra città e che indebolisce anche anche la capacità della Regione stessa di essere autorevole su tutto il territorio regionale. Un gravissimo errore di cui pagheranno, sono sicuro, in termini di consenso, soprattutto a Terni. Mi fa specie che tutto questo avviene nel silenzio dei rappresentanti ternani della maggioranza; quelli dell’opposizione invece si sono fatti ben sentire. Terni avrebbe bisogno di essere supportata dalla Regione e qui invece si rischia anche di ridare fiato a quei campanilismi che sono sbagliati. A noi serve sicuramente l’ospedale, serve sicuramente di rinnovare lo stadio. Per rinnovare lo stadio certamente serve un qualcosa che dia redditività anche all’operazione, quindi la clinica sarebbe stato un fatto positivo per sia perché ci consentirebbe di avviare di il progetto per la costruzione del nuovo stadio, sia perché porterebbe un servizio aggiuntivo sanitario che su Terni manca e sarebbe utile per abbattere le liste d’attesa. Quindi era veramente a mio avviso un progetto vincente sotto tutti i punti di vista; la Regione con questo atteggiamento dimostra di voltare le spalle a Terni e questo è molto grave».

Sul tema si è spaccato anche il centrodestra però in assemblea legislativa…

«Sinceramente non ho seguito il dibattito in consiglio, ma il centrodestra è unito e compatto. Sulla realizzazione di stadio-clinica si espresso il comune di Terni a guida centrodestra; il progetto aveva incassato il pubblico interesse e ha trovato approvazione, quindi mi pare che al centrodestra abbia fatto tutto quello che doveva essere fatto. Invece la regione appunto decide di fare ricorso e quindi si chiude a riccio, invece che parlare, discutere, approfondire, ragionare; poi magari c’è un concorso di colpa anche da parte del Comune che non è riuscito a convincere la Regione, però insomma ecco il il tema è che la città si sta impoverendo, si perdono occasioni e sull’ospedale pure non ci sono certezze».

Ecco rispetto al nuovo nosocomio, che ne pensa del percorso individuato dalla Regione?

«Poche idee molto confuse anche lì. Speriamo nei prossimi giorni si riesca ad avere un quadro più chiaro e poi si riesca a partire, almeno con questo perché qui bisogna prendere decisioni ultimative, definitive».

Da ultimo, per venire alle questioni interne a Forza Italia che ancora una volta si intrecciano poi con Bandecchi in qualche modo. Davvero Francesco Maria Ferranti rischia l’espulsione dal partito?

«Francesco Maria Ferranti non c’entra niente Bandecchi, è una questione fra Francesco Maria Ferranti e Forza Italia. Forza Italia ha preso una decisione, Francesco Maria Ferranti ha deciso di andare in un’altra direzione e quindi adesso ogni partito chiaramente ha le sue dinamiche interne, le sue regole interne e lo statuto. Si vedrà quali saranno i passi che intenderà fare il coordinamento provinciale, la segreteria provinciale, la segreteria comunale. Certamente, io l’ho detto e quindi non ho paura di ripeterlo, molto grave è che non si segua la linea del partito perché ogni eletto, ognuno di noi, insomma può essere più o meno d’accordo sulle scelte del partito, ma noi abbiamo un principio guida, cioè le alleanze si fanno prima delle elezioni e non dopo le elezioni perché sennò tutto questo rischia di non essere comprensibile e rischia di essere considerato come una voltafaccia personale, che penso non faccia bene».

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