tornano le “fake call” di sedicenti avvocati e carabinieri. Ecco come difendersi

Sono tornati a colpire. Il modus operandi è purtroppo noto, ma continua a mietere vittime potenziali: telefonate che annunciano arresti, incidenti stradali e proposte di risolvere tutto con il denaro pur di non finire in carcere.
L’allarme è stato rilanciato dai cittadini di Castiglione del Lago sui social, che hanno segnalato anche alle forze dell’ordine un nuovo picco di chiamate ricevute da cittadini allarmati. All’altro capo della linea, sedicenti avvocati o addirittura falsi carabinieri e poliziotti che prospettano scenari drammatici: un familiare coinvolto in un incidente, o addirittura arrestato per reati gravi e a rischio carcere. La soluzione offerta è sempre la stessa: un pagamento immediato di denaro per “evitare conseguenze penali” o per “compensare i danni”.
Attenzione, non consegnare denaro a nessuno perché si tratta di tentativi di truffa. Le forze dell’ordine sottolineano l’importanza di una massima allerta, soprattutto a tutela delle fasce più fragili della popolazione.
Consigli utili per non cadere nella trappola: mantenere la calma, visto che il primo obiettivo dei truffatori è creare panico e ansia per offuscare il vostro giudizio. Prendete fiato e ragionate; verificare sempre, se qualcuno vi chiama affermando che un vostro caro è in pericolo, attaccate e richiamate il familiare direttamente sul suo numero. Non usate i numeri di ritorno forniti dal chiamante sospetto; forze dell’ordine, avvocati, giudici o chi altro, non chiedono soldi, preziosi o bonifici per risolvere una situazione legale o evitare un arresto; non aprire la porta, visto che la truffa può prevedere un “incontro” a casa. Le forze dell’ordine ribadiscono: non fare entrare nessuno in casa se prima non è arrivata e non vi ha identificata una pattuglia in divisa; avvisare i propri cari di questa specifica truffa. Un semplice avviso può fare la differenza.
Cosa fare se si riceve una chiamata del genere? La risposta è una sola: non fornire alcun dato personale o bancario e contattate immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 per segnalare l’accaduto e fornire tutti i dettagli possibili. Diffondere queste informazioni è il primo, fondamentale, strumento di prevenzione. Condividere questo avviso, parlatene con amici e familiari: insieme si può smontare l’inganno.
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