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Halo Campaign Evolved è realtà. Si tratta di un ambizioso remake in Unreal Engine 5 della campagna di Combat Evolved a firma Halo Studios, che vuole un po’ essere la “lettera d’amore” per eccellenza al gioco che ha posto le leggendarie fondamenta della saga. Arriverà nel 2026 su Xbox Serie X/S, PC, Xbox Game Pass e – segnando una prima volta in assoluto per il franchise – anche su PlayStation 5. Ci aspettavamo la pubblicazione di un reveal trailer, ma siamo stati sorpresi per i tanti dettagli emersi sulla produzione, tra la filosofia alla base della sua realizzazione, i suoi contenuti inediti, le modifiche e le aggiunte operate dagli sviluppatori, e un concreto sguardo al gameplay. Rispolverate il casco di Chief e seguiteci: abbiamo tanto da raccontarvi.

Il futuro del franchise e le modifiche per la co-op

In primis, una premessa importante. Halo Campaign Evolved non vuole in alcun modo “sostituire” il gioco originale, ma offrire all’utenza un’esperienza modernizzata, in grado di porsi fieramente al suo fianco (insomma, un po’ il discorso che abbiamo fatto nella recensione di Metal Gear Solid Delta Snake Eater). Deve insomma dimostrarsi all’altezza dei ricordi che i giocatori hanno di quando hanno avviato Halo per la prima volta sull’originale Xbox, non mancando di rievocare – se possibile – le emozioni che avevano provato all’epoca.

Al tempo stesso deve sapersi proporre a una nuova generazione di appassionati, stavolta anche su PS5, e a tal proposito appare perfettamente sensata la scelta di fare proprio di questo rifacimento il punto d’accesso alla saga per gli utenti PlayStation. L’Executive Producer Damon Conn ha spiegato i motivi di questa decisione ai colleghi di Xbox Wire: “partire da qui significa che le persone che non hanno mai giocato prima al titolo potranno comprendere la storia fin dall’inizio, e questo può aiutarci a tracciare una rotta per le nuove storie di Halo“. Non possiamo parlare con toni di assoluta certezza, ma in base a queste parole ipotizzare un futuro multipiattaforma per la saga non ci sembra certo un’eresia.

Ogni modifica apportata dagli sviluppatori all’esperienza classica ha sempre avuto origine dalla medesima domanda: “sembra ancora Halo?”. Gli addetti ai lavori pare abbiano trattato con rispetto il materiale di partenza ma senza aver paura di compiere interventi ritenuti necessari per la riuscita della nuova versione. Per dirne una, Campaign Evolved supporterà l’originale co-op split screen per due giocatori su console.

E, oltre la vecchia scuola, consentirà sino a quattro utenti di vivere l’avventura in cooperativa online, a prescindere dalle loro piattaforme di partenza. Pensando agli scontri sostenuti da un quartetto, il team ha ampliato alcuni spazi delle mappe senza però pregiudicare l’autenticità delle battaglie che ospitano e consentito al Warthog (uno dei veicoli più iconici della saga) di ospitare al suo interno sino a quattro occupanti, non più tre, con l’introduzione di un sedile simpaticamente ribattezzato “golf cart seat” situato sul retro del mezzo.

Una campagna modernizzata a tutto tondo

Un altro esempio di valore in termini di modernizzazione del gioco è da ricercarsi in The Library, il settimo dei dieci livelli della campagna classica. Ha accusato il passare degli anni più d’altri e già al debutto di Halo CE Anniversary – stando alle parole del team – i giocatori desideravano una navigazione più chiara nel livello, una maggior varietà negli scontri coi temibili Flood (una delle due minacce che si affrontano nel gioco). Per queste ragioni gli sviluppatori sono intervenuti sul ritmo dell’avanzamento in The Library, non mancando di aggiungere elementi di narrazione ambientale, donando nuove battute a Guilty Spark (un automa intelligente) per guidare Master Chief attraverso il livello.

Si parla poi di nuovi dialoghi atti a offrire una maggiore comprensione della storia. Siccome abbiamo citato la “fazione” dei Flood, in un video di approfondimento Halo Studios ha svelato di aver donato comportamenti più avanzati ai Flood di Campaign Evolved, ideati in iterazioni successive di Halo e quindi non presenti nell’originale del 2001. Ha inoltre lavorato duramente per ricreare le atmosfere orrifiche connesse a questi nemici, che andranno ad arricchire tanto le battaglie contro di loro quanto il modo in cui entreranno in scena nel corso del gioco. Passando alle cinematiche, gli sviluppatori non si sono limitati a rimodernarle sul fronte visivo. Del resto hanno avuto accesso al codice sorgente, alle storyboard e agli asset di Halo Combat Evolved, sfruttando l’occasione per rivisitare la composizione di queste sequenze e rimasterizzarne l’audio e le musiche.

Il team ha riconvocato il cast principale del gioco per registrare nuovamente i dialoghi e… aggiungerne di nuovi. Questo perché Halo Campaign Evolved avrà tre missioni aggiuntive mai viste prima, che fungeranno da prequel rispetto all’avventura base. In questo modo assisteremo a nuove (e si spera interessanti) interazioni tra Master Chief e l’indimenticabile Johnson ma senza che il ritmo del racconto originale subisca delle alterazioni. Inutile dirlo: siamo vivamente curiosi di scoprire questi nuovi tasselli narrativi, augurandoci che gli incarichi che li contengono – completi di ambientazioni, nemici e personaggi inediti – possano toccare le medesime vette qualitative dei migliori presenti nella campagna originale.

E non abbiamo ancora finito con le novità. In Campaign Evolved avremo modo di utilizzare nove armi in più rispetto a Combat Evolved, apparse in origine nei successivi titoli di Halo, inclusi il Battle Rifle, il Needle Rifle e la potentissima Lama Energetica. Il famoso strumento di morte da impiegare nel corpo a corpo era già presente nel primo gioco, ma una volta abbattuti gli Elite che lo impugnavano non si poteva raccogliere. Nella campagna ricostruita potremo anche “prendere in prestito” i veicoli altrui e perfino pilotare il carro armato Covenant (Wraith). Nel novero delle novità dobbiamo inserire comportamenti dell’IA e meccaniche aggiuntive (è stato introdotto lo scatto per Master Chief, ma i puristi possono disattivarlo) e la presenza del più alto numero di Skull rispetto a qualsiasi altra campagna di Halo.

Parliamo in sostanza di modificatori del gameplay capaci di aumentare il tasso di sfida a vantaggio della rigiocabilità della produzione. E a questo proposito, gli sviluppatori si sono detti molto curiosi di assistere alle run degli utenti più abili a difficoltà Leggendaria e con tutti gli Skull attivi. Infine, ci pare giusto spendere due parole sulla “struttura ibrida” del remake. Come confermato dal Game Director del gioco – Greg Hermann – la grafica in Unreal Engine 5 offerta dalla produzione poggia sui sistemi di simulazione e il codice provenienti dai titoli classici della saga.

Questa scelta, in sostanza, avrebbe permesso al remake di preservare l’autenticità ludica di Halo al netto del profondo processo di modernizzazione riservato al comparto visivo. “Per le future iterazioni della saga continueremo a spingere i confini della tecnologia, assicurandoci al tempo stesso che il gameplay di base di Halo possa essere visto, percepito, udito ed evoluto dove necessario”, ha detto Hermann.

Un primo sguardo al gameplay e alla grafica

The Silent Cartographer è una delle missioni più belle di Halo Combat Evolved e non stupisce il fatto che sia stata scelta per mostrarci il remake in Unreal Engine 5 del gioco. Già nei primi secondi è possibile trovare delle palesi differenze tra il filmato introduttivo originale e quello del rifacimento. Per dirne una, nella versione di Campaign Evolved le navette di Chief e compagni vengono inquadrate in modo del tutto diverso rispetto al classico e se in quest’ultimo la visuale passava rapidamente al fucile dello Spartan, nel remake il montaggio è più complesso.

Ci sono inquadrature alle spalle di Chief, che ci mostrano i soldati impauriti, così come fugaci sguardi al campo di battaglia, con le forze Covenant che vengono spazzate via dalle mitragliatrici delle navette. Insomma, si tratta di modifiche sostanziali. Passando al gameplay, senza una prova pad alla mano è difficile esprimersi sull’efficacia dell’IA che controlla i nemici, ad esempio considerando il modo in cui li fa posizionare sul campo di battaglia in base alle azioni del giocatore. I colossali Hunter, a guardare il video del gioco, sembrano non caricare più Chief a testa bassa come nell’originale… ma sarà davvero così? Su questo fronte è bene rinviare ogni giudizio. Di certo nel filmato è possibile ammirare un nemico che tenta di rubare il Warthog a Chief e soci così come altri incoraggianti segni di reattività del campo di battaglia. I cadaveri dei Grunt rotolano giù pian piano se si trovano in pendenza, le armi al suolo sono presenti “fisicamente” e volano via se raggiunte dalle esplosioni, mentre il sangue dei caduti (che ci auguriamo non sparisca in pochi istanti) insozza i pavimenti e le pareti delle strutture artificiali. Halo è anzitutto cura per i dettagli e crediamo che questo il team di sviluppo l’abbia considerato nel realizzare il remake.

Di contro, i soldati alleati di Master Chief ci sono parsi sin troppo imbambolati al momento di salire sul Warthog, mezzo che ci auguriamo possa rivelarsi guidabile senza troppi “nervosismi” sulle superfici mutevoli dei livelli (insomma, vorremmo che non si ribaltasse ogni due per tre). Sempre in tema di movimenti, ma stavolta a piedi, e guardando anche al gunplay, il Chief di Campaign Evolved potrebbe aver beneficiato del lavoro svolto da Halo Studios per Infinite, ma anche in questo caso ci tocca aspettare una prova pad alla mano per esprimerci con toni di certezza.

Senza nulla togliere alle splendide tracce musicali (che ben conosciamo) e a quella che ci è parsa una buona sonorizzazione delle armi, il remake sembra vantare un profilo visivo di livello, che al netto dell’evidente balzo evolutivo rispetto all’originale pare non aver perso il look “alla Halo” così importante per gli appassionati. L’immagine dai colori vibranti beneficia di un’illuminazione convincente in esterni e in interni, almeno in base al materiale mostrato. Grazie all’impiego del Lumen di Unreal Engine, come da conferme degli sviluppatori, ora le esplosioni dei proiettili al plasma “accendono” i bui corridoi delle strutture artificiali con naturalezza.

Le nuove in cielo, la resa dell’acqua – con le piccole onde che in modo credibile si infrangono sulla battigia – ma anche i materiali delle armi e della corazza di Chief lasciano trasparire tutta la cura con cui il team sta confezionando questo remake, che speriamo possa comportarsi bene per risoluzione e prestazioni anche su console. Nei prossimi mesi torneremo certamente a parlarvi di Halo Campaign Evolved, il cui successo – connesso anche al suo approdo sui lidi di Sony – potrebbe aprire una preziosa finestra sul futuro della saga, dimostrando agli sviluppatori che per realizzare un grande Halo c’è sì bisogno di un solido multiplayer, ma anche di una campagna in grado di valorizzarne i cardini concettuali classici.




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