è il più giovane ordinario d’Italia

ANCONA Cambio al vertice della clinica di Medicina legale, vanto dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche: la direzione passa al professore ordinario più giovane d’Italia nel settore, Francesco Busardò, 40 anni compiuti ad aprile. Subentra al professor Raffaele Giorgetti, prossimo alla pensione. È stato nominato anche direttore del Dipartimento di Scienze biomediche e Sanità pubblica dell’Università Politecnica delle Marche.
L’assegnazione
La storica struttura ospedaliera di Torrette, punto di riferimento per tutta la regione (e non solo) per il suo alto profilo, che annovera tra le componenti ospedaliere anche la dottoressa Loredana Buscemi, è stata assegnata al professor Busardò, che assumerà ufficialmente il nuovo incarico dal prossimo 1° novembre. «È un onore per me dirigerla», confessa con commozione e orgoglio. Una carriera folgorante, la sua. Dopo la formazione alla Sapienza e un master in Tossicologia forense, ha lasciato Roma per trasferirsi ad Ancona nel 2018 come professore associato di Medicina legale. «Il mio primo giorno di lavoro – ricorda – è coinciso con la tragedia della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. Un battesimo importante perché quel dramma, con sei vittime, ha richiesto grande attenzione da parte nostra».
Nel 2022 Busardò ha vinto il concorso come professore ordinario, all’epoca il più giovane in Italia. Un record che detiene tuttora nel campo della Medicina legale, della cui scuola di specializzazione dell’Univpm è direttore dall’anno scorso, mentre nel 2023 è diventato coordinatore del dottorato in Biomedical Sciences. «La medicina legale ha un ruolo centrale per la sua valenza sociale – spiega -. Come istituto veniamo chiamati per tutti i principali fatti di cronaca in cui è necessario svolgere l’esame autoptico e siamo punto di riferimento non solo per la Procura di Ancona, ma anche per la regione. La nostra attenzione è massima anche per tutti i casi di violenza sessuale, grazie a un protocollo attivato con l’Azienda ospedaliera. L’obiettivo? La crescita scientifica». Fondamentale il ruolo del Centro di ricerca antiveleni per la lotta alle tossicodipendenze, attivato nell’istituto di Medicina legale. «Il nostro è un laboratorio all’avanguardia – spiega – per le analisi tossicologico forensi e in generale per tutti i fenomeni legati all’uso di stupefacenti». Sul fronte universitario, la parola d’ordine è ricerca. «Vogliamo favorire la crescita complessiva del Dipartimento di Scienze biomediche e la sfida – conclude – è riuscire ad attrarre risorse e personale con i nostri progetti, in un momento di difficoltà generale per l’Università italiana».




