Marche

«Le dimissioni della segretaria Bomprezzi? Sarebbe un atto dovuto»


La sconfitta del centrosinistra alle regionali vista da chi alle elezioni del 2015 per la guida di Palazzo Raffaello aveva festeggiato. L’ultimo “grande” vincitore del campo progressista che lancia dei consigli di riflessione a chi – attualmente – è al vertice del Pdo nelle Marche, ovvero Chantal Bomprezzi. Messaggi chiari e accurati firmati dal professor Luca Ceriscioli che mette alcuni giovani allievi di partito dietro la lavagna.

Ceriscioli, un ko pesante: ora da dove si riparte?

«Onestamente, pensavo che una sconfitta di tale portata avrebbe portato il partito a elaborare un’analisi accurata. Invece non si è andati oltre una semplice presa d’atto dell’essere usciti battuti alle urne. Novità emerse in casa nostra in queste settimane? Zero».

Lei – che insieme ad altri big come Morani, Mastrovincenzo e Comi è stato tra i sostenitori di Bomprezzi al congresso 2023 – ritiene debba presentare le dimissioni?

«Non ne faccio una questione personale. Nessuno dei segretari ha rimesso il mandato, in passato – dopo una sconfitta del genere – sarebbe stato un atto dovuto. Rimettere il mandato nelle mani dell’assemblea era visto come un atto di responsabilità, oggi viene visto come una diminutio del proprio ruolo. Ritengo che Chantal e tutti i segretari provinciali debbano compiere questo gesto, ma vedo che non è intenzionata a farlo. Con la propria candidatura come consigliera regionale, Bomprezzi si è messa ancora più in gioco e a maggior ragione ora dovrebbe valutare delle scelte conseguenti».

Lei però nella prima ora l’ha appoggiata: ora che fa, si smarca?

«Io analizzo il progetto politico. Dobbiamo alzare il livello della nostra analisi per intraprendere una nuova direzione e per far passare un messaggio totalmente nuovo all’esterno.

Se lasciamo tutto invariato tra cinque anni saremo qui a commentare un altro ko. Sento la necessità di cambiare rotta. Oppure vogliamo continuare a dire che siamo stati bravi e di aver fatto tutto bene? Se non sbaglio, dalle urne non siamo certo usciti vincitori…».

Ripartire da Ricci? Riuscirà a coordinare l’opposizione dal suo scranno di europarlamentare?

«Due settimane fa avrei avuto dei dubbi, oggi posso dire che Matteo si sta impegnando attivamente nel mantenere i rapporti con l’Alleanza del cambiamento. Lo dimostra la foto scattata a Palazzo delle Marche con tutta l’opposizione riunita attorno allo stesso tavolo. Cinque anni fa l’opposizione era divisa e faceva il gioco del centrodestra».

Gli ex assessori Bora, Casini e Cesetti – oltre all’ex presidente del consiglio regionale Mastrovincenzo – per settimane sono stati al centro delle discussioni tra terzo mandato sì, terzo mandato no, terzo mandato forse… tanta, troppa confusione? Quattro macchine da voti importanti che hanno avuto destini diversi.

«Ritengo che il dibattito sul terzo mandato non abbia condizionato troppo la nostra campagna elettorale».

Quale futuro per il Partito Democratico made in Marche?

«Mi sembra che tutto sia ancora aperto, quanto più larga è la disponibilità a mettere in moto il cambiamento, tanto più usciamo dalle logiche personali. Vedremo come arriveremo all’assemblea regionale, lì faremo tutte le valutazioni più accurate. Se non sbaglio, non è ancora stata definita la data».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »