Lazio

da esubero a risorsa della Lazio

Una squadra ancora in costruzione, alla ricerca di una propria identità. Questa è la Lazio di Maurizio Sarri 2025-2026 ancora inserita in un percorso di rinascita personale.

Nuovo allenatore, nuovi giocatori e una rosa che cerca ancora il proprio ruolo in questa Serie A richiedono tentativi di formazione, esclusioni e poi reintegri, per capire quanto ogni calciatore può dare alla causa della squadra. È il caso di Toma Bašić, dalla scorsa stagione di nuovo alla Lazio, ma solo nelle ultime settimane di settembre 2025 nel giro dei giocatori titolari. Un premio che Sarri ha voluto per Basic per provare a scalare la classifica e tornare ad attaccare le squadre di vertice.

Di certo il reintegro di Bašić , da solo, non migliora le possibilità di crescita della Lazio, fin troppo penalizzata dal blocco del mercato estivo. Puntare alla qualificazione in Europa, al momento, potrebbe anche rasentare l’utopia, come suggeriscono i pronostici: i biancocelesti hanno dimostrato di poter perdere punti anche contro avversarie modeste.

Nonostante i tanti abbonamenti c’è chi si reca all’Olimpico con un pizzico di diffidenza, mentre chi si ritrova a compilare una schedina vincente per oggi è portato a pensarci due volte prima di indicare una Lazio vincente. Ma Basic può dare il suo contributo e i giudizi, come accade spesso nel calcio, vanno rimandati a risultati acquisiti.

Un ritorno inatteso

L’inizio della stagione 2025-2026 ha riportato sotto i riflettori un nome ormai dimenticato nell’ambiente biancoceleste: Bašić, centrocampista croato classe 1996. Acquistato nel 2021 dal Bordeaux è stato mandato in prestito alla Salernitana a gennaio 2024 ma dal suo rientro nel giugno dello stesso anno è rimasto ai margini della rosa per più di un anno e per l’intera stagione appena trascorsa.

Reintegrato a causa delle numerose indisponibilità che hanno colpito la Lazio, costretta a rivedere in fretta la propria gestione del centrocampo, Bašić, rientrato da titolare in Genoa-Lazio, ha segnato un inatteso punto di svolta, simbolo delle difficoltà di una squadra che, tra infortuni e mercato bloccato, cerca di reinventarsi con le risorse interne.

In poche settimane, Bašić è passato da corpo estraneo a pedina tattica utile, chiamato a garantire alternative ai titolari in corso di gara per dare copertura alla mediana.

L’esperienza alla Lazio

Arrivato in biancoceleste nel 2021 dal Bordeaux come centrocampista tecnico e duttile, Bašić non è mai riuscito a imporsi stabilmente in Serie A. Dopo una prima stagione discreta, ha progressivamente perso spazio fino al prestito alla Salernitana nel 2024 e all’esclusione dalla rosa nella stagione successiva.

Il suo ritorno in campo nel 2025-2026 è stato dettato dalle numerose assenze a centrocampo, che ne hanno imposto il reintegro. Merito anche di Maurizio Sarri, andato via sbattendo la porta a marzo 2024 e richiamato a luglio 2025, ha voluto riprendere in mano i biancocelesti e ricostruire una squadra il più possibile spettacolare e vincente. Così Basic, pur lontano dalla miglior condizione fisica, ha mostrato impegno e adattabilità, sfruttando quella che appare come l’ultima occasione per rilanciarsi.

Fisico imponente e buon mancino, il suo compito è di far rifiatare i titolari del centrocampo (provando a ritagliarsi anche occasioni dal primo minuto) offrendo ordine e gestione del possesso. Strutturalmente paga una certa lentezza nei movimenti e questo può essere un limite per lui ma, nello schema della Lazio, inserito da mezzala o interno mediano, se gli altri suoi compagni gli danno copertura, può garantire equilibrio nei movimenti di squadra.

Il reintegro di Basic, un’importanza simbolica

Il reintegro di Bašić non è però solo un’esigenza numerica o tattica. Con questa operazione, Sarri ha voluto dare un segno: tutta la squadra è importante, sempre. Soprattutto in un momento in cui le risorse sono poche, gli investimenti altrettanto scarsi e quindi i biancocelesti sono costretti a reinventarsi con quello che hanno.

Con pochi margini di manovra sul mercato e una gestione tattica vincolata dagli infortuni, Sarri sta in un certo senso facendo i salti mortali. E la parabola di Basic, da escluso ai margini della squadra a giocatore titolare, sintetizza la capacità di adattamento di un gruppo che, nonostante i limiti, prova a restare competitivo.

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