Umbria

Perugia, dopo l’omicidio di Hekuran Cumani in consiglio comunale tentativi di dialogo


di Dan.Bo.

Dopo il delitto di Hekuran Cumani e il ritrovamento di un uomo senza vita nella sua auto, maggioranza e opposizione a Perugia provano a stabilire un dialogo dopo il comunicato congiunto delle scorse ore. Da una parte ci sono i gruppi che sostengono la sindaca Vittoria Ferdinandi che parlano della necessità di «risposte rapide» da parte della giustizia, ma anche di «comprensione profonda delle cause», mentre dall’altra si chiedono «linguaggio e azioni chiari» senza «eccedere in sociologismi».

La maggioranza Il clima politico a Palazzo dei Priori sembra dunque orientarsi – almeno per ora – verso un confronto più costruttivo rispetto al passato. La maggioranza parla di un momento di «unione, cordoglio, ascolto e responsabilità condivisa». Le forze che sostengono la sindaca sottolineano che «di fronte al dolore non esistono maggioranze né opposizioni» e che la politica deve «collaborare responsabilmente affinché vi sia una sola comunità». L’appello è a una riflessione collettiva, che tenga insieme giustizia e prevenzione: «Siamo al fianco degli inquirenti affinché si possano dare risposte rapide e certe alle famiglie e ai giovani, nel rispetto delle vittime», ma anche al dovere delle istituzioni di «ascoltare i giovani» e «riconoscerli come protagonisti delle risposte possibili al disagio, alla solitudine e alla violenza che attraversano il nostro tempo».

Sicurezza La maggioranza richiama poi il tema della sicurezza degli spazi pubblici, definendola una priorità: «Dobbiamo garantire con ogni mezzo la vivibilità e la sicurezza degli spazi della socialità, perché è lì che si formano relazioni, identità e comunità». Da qui, l’invito a un impegno condiviso che coinvolga «scuole, famiglie, associazioni, istituzioni, forze dell’ordine, parrocchie, spazi culturali e sportivi» per ricostruire fiducia e coesione sociale.

L’opposizione Anche l’opposizione, pur da un’altra prospettiva, si dice pronta a collaborare. In una nota congiunta, i gruppi consiliari definiscono gli ultimi episodi «fatti profondamente dolorosi» che riportano Perugia «all’attenzione della cronaca nazionale» e che «sembrano riportarci indietro, agli anni precedenti all’amministrazione Romizi». Il monito è a non minimizzare: «Occorre non derubricare questi fatti tragici solo a fenomeni di carattere generale; occorre un sussulto della Città in tutte le sue componenti».

Rigore Gli esponenti di opposizione chiedono all’amministrazione di «dare segni di rigore, senza eccedere in sociologismi», e di schierarsi «sempre a fianco delle forze dell’ordine e di chi subisce reati». Secondo loro, anche il linguaggio politico può incidere sul senso di sicurezza collettivo: «Anche solo con il linguaggio e con le opportune prese di posizione si possono dare segnali corretti e incidere positivamente in tema di vivibilità e sicurezza».

In consiglio Di sicurezza si tornerà a parlare martedì in Quarta commissione, dove è in programma la discussione di due ordini del giorno sul tema. Il primo, a firma di Antonio Donato (M5S, delegato alla sicurezza), si chiede al governo un «rafforzamento delle misure di sicurezza nel comune»; con uno di FI di Edoardo Gentili invece si punta a un «potenziamento dei presidi nelle aree di movida e sui trasporti pubblici, con particolare attenzione al coordinamento tra polizia locale e forze dell’ordine». Dopo i fatti del weekend però il capitolo sicurezza, benché non all’ordine del giorno, potrebbe far capolino già lunedì durante la seduta del consiglio comunale.

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