Friuli Venezia Giulia

Inflazione Istat,il report dei prezzi in Italia e in FVG

18.10.2025  – 09.41 – L’inflazione in Italia resta ferma, ma i prezzi continuano comunque a sbalordire tutti. È quanto emerge da uno degli ultimi report di Istat, che segna a settembre 2025 l’indice del prezzo al consumo (indice NIC) con un -0,2 per cento su base mensile e un +1,6 per cento su base annua, confermando la stima preliminare. Dati stabili, che nascondono dietro una calma apparente dei movimenti rivolti in senso opposto se si parla di settori e prodotti. I dati riportano rallentamenti sui servizi legati ai traporti (da  +3,5 per cento  a +2,4 per cento) e sugli alimentari non lavorati, scesi dal +5,6 per cento al +4,8 per cento. 

Ad accelerare sono invece gli energetici regolamentati (da un +12,9 per cento a un +13,9 per cento) e anche quelli non regolamentati con dati che passano da un -6,3 per cento a un -5,2 per cento. Per quanto riguarda l’inflazione di fondo, invece, quella che riguarda quindi il netto di energia e alimentari freschi, i dati scemano leggermente, passando da un +2,1 al 2,0 per cento. Rallenta anche il noto carrello della spesa, invece, che include alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, scendendo dal +3,4 per cento al +3,2 per cento, mentre i beni più acquistati come carburante e generi di uso quotidiano, mostrano una leggera impennata dal +2,3 per cento al +2,6 per cento. Insomma, se da una parte si registrano meno rincari per quanto riguarda i beni alimentari, i costi per le bollette e l’energia restano ancora in tensione. 

Complessivamente i dati riguardo l’inflazione acquisita per il 2025 attestano +1,7 per cento per l’indice generale e +2,0 per cento per la componente di fondo. Sul fronte estero, invece, agosto ha mostrato un rallentamento delle esportazioni: -1,1% su base annua, con un tonfo del -21,1% verso gli Stati Uniti, penalizzato dai nuovi dazi. A sostenere il commercio estero restano soprattutto i rapporti con Francia, Spagna e Paesi Bassi, dove le vendite italiane sono in crescita.

Ma se a livello nazionale i prezzi si stabilizzano, in Friuli Venezia Giulia il quadro è leggermente diverso. A riportarlo è l’ultimo report pubblicato nella pagina della Regione FVG , che attesta nel 2024 una crescita media già confermata all’+1,2%, ma nel 2025 l’inflazione regionale è tornata a muoversi a passi piuttosto lunghi e ben distesi, toccando a giugno il +1,9%contro l’1,7% della media italiana.
A spingere i prezzi in alto sono soprattutto i servizi ricettivi e di ristorazione (+5,9%), i prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,9%) e l’istruzione (+2,9%).

Trieste registra aumenti più marcati per abitazione, elettricità e sanità, mentre Udine guida i rincari nei servizi turistici e scolastici (+7% e +3,7% rispettivamente). Più contenuta è invece la città di  Pordenone, con un’inflazione dell’1,7%, al momento la più bassa del territorio.Insomma, in generale l’inflazione in Italia sembra aver allentato la presa, ma non del tutto, o almeno non tanto da far tirare un lungo e soddisfacente sospiro di sollievo, con un 2025 che sembra avviarsi verso una chiusura dell’anno meno tragica del previsto. Nel 2026 continueremo a respirare lo stesso equilibrio o tornerà a soffiare il vento dei rincari? 

[n.m] 




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