“Mi ricandido, servono 10 anni per cambiare Roma”
Dopo cinque anni di amministrazione pentastellata, Roma ha voltato pagina scegliendo Roberto Gualtieri come sindaco.
Ora, a metà del suo mandato, il primo cittadino non nasconde le ambizioni: “Mi ricandiderò”, conferma a SkyTg24, convinto che trasformare la città richieda cambiamenti profondi e costanti nel tempo.
Il sindaco punta molto sulla strategia dei cantieri. “All’inizio sembrava una follia aprire così tanti lavori, ma è stata una scommessa che stiamo vincendo”, sottolinea Gualtieri, che ha gestito le opere con i poteri commissariali conferiti dai governi Draghi e Meloni.
Il Giubileo dei giovani dell’estate scorsa ha messo Roma sotto i riflettori: oltre un milione di pellegrini in pochi giorni, con una gestione dei flussi che ha ricevuto applausi da tutto il mondo. “Siamo orgogliosi, ma serve umiltà: non possiamo sprecare questa occasione”, dice il sindaco.
E sul futuro? I progetti non mancano: dallo stadio della Roma (il progetto esecutivo sarà presto presentato) alla stazione ‘Piazza Venezia’ della Metro C, dal termovalorizzatore di Santa Palomba alla balneabilità del Tevere, obiettivo dichiarato da Gualtieri entro cinque anni.
“I primi risultati sono già visibili e tangibili – spiega – hanno infranto il mito che a Roma nulla possa cambiare”. Forte di questa convinzione, il sindaco guarda al secondo mandato con determinazione, sulla scia di Rutelli e Veltroni, che prima di lui hanno guidato la Capitale per più di un mandato.
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