Trentino Alto Adige/Suedtirol

«La mia scuola? Non deve lasciare indietro nessuno» – Bassa Atesina



EGNA.  «La nostra missione? A scuola nessuno deve restare indietro»: a parlare è Susanna Addario, nuova dirigente dell’Ic Bassa Atesina trasferitasi in Alto Adige nel 2001 («ho fatto il trasloco all’ottavo mese di gravidanza»), per consentire a sua figlia di avere radici in un territorio. «L’ambiente è diverso da quello romano e toscano da cui provenivo ma sono felice di essere qui. La qualità della vita è alta nei piccoli centri, come Laives, in cui risiedo, ma anche a Egna, Laghetti, Ora, Bronzolo, Salorno, Vadena o San Lugano dove si trovano le scuole che oggi dirigo con orgoglio. Ma mi faccia dire una cosa».

Dica, preside…

Voglio ringraziare innanzitutto chi mi ha preceduto, Raffaella Lago, dirigente che qui ha messo cuore e professionalità. Ha elaborato il nuovo logo dell’Istituto e si è spesa negli anni ottenendo le risorse necessarie per ogni singola realtà, salvaguardando quelle più piccole e lavorando sulle peculiarità di quelle più grandi.

Partiamo dai numeri dell’Ic Bassa Atesina che dirige. Siamo oltre quota 500?

Ci sono 583 alunni suddivisi in 39 classi con una media di 14 a sezione. Qui, a differenza di Bolzano da dove provengo, c’è meno turnover anche di insegnanti (qualcuno arriva anche dal Trentino ndr). Ho trovato docenti appassionati e con senso di responsabilità che mi stanno aiutando a imbastire i primi progetti e a dare, se possibile, plusvalore all’Ic Bassa Atesina.

E a San Lugano c’è anche una pluriclasse…

In altre regioni le hanno abolite da tempo. Io invece la reputo una scelta intelligente perché mantenere le scuole nei paesi è importante sia dal punto di vista culturale che sociale.

Quanti sono, a spanne, gli alunni con “Bes”, i bisogni educativi speciali?

Complessivamente siamo attorno al 20 per cento. Questi bisogni includono disabilità (certificate dalla legge 104), disturbi evolutivi specifici (come Dsa), e svantaggi socio-economici, linguistici o culturali. E questi bisogni, come accade altrove, sono in crescita. Oltre agli insegnanti di sostegno abbiamo i collaboratori all’integrazione e gli educatori.

In che ambito lavorano gli educatori?   

Sugli aspetti motivazionali. E il numero di ragazzi a fruire del supporto è sempre maggiore.

Cosa può fare la scuola per questi ragazzi?

Soprattutto fino ai 13 anni la scuola ha un ruolo centrale. Per questo il presidio anche nelle realtà più piccole è fondamentale. Abbiamo un ruolo educativo, sociale e non di rado ci occupiamo di problematiche che non ci competono direttamente come quelle sanitarie.

Qual è stato il primo approccio con i genitori dei ragazzi?

C’è stata una buona partecipazione anche alle elezioni del Consiglio d’Istituto. E la rappresentante eletta è Felicia Galeotafiore.

Veniamo al suo percorso. Dove ha iniziato?

Dal 2001 al 2015 sono stata all’Istituto comprensivo Laives 1. Dal 2012 come vicaria del dirigente.

Ma quando ha testato le pluriclassi e la loro importanza?

Quando sono stata responsabile di plesso della scuola primaria di Vadena, dal 2004 al 2011.

Poi è arrivata l’esperienza all’Intendenza. Cosa faceva?

Sono stata docente distaccata presso l’area pedagogica del Dipartimento di Istruzione e Formazione della Provincia.

Poi è arrivato il concorso?

Sì, nel 2019 ho vinto il concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici della Provincia.

Ed è partita da Bolzano?

Sì, sono stata dirigente dell’Istituto Comprensivo Bolzano IV a Oltrisarco fino a quest’estate.

Ha trovato più turnover lì o in Bassa Atesina?

A Oltrisarco, dove solo a settembre sono arrivati 13 nuovi alunni. Qui la realtà è diversa, con scuole grandi e piccole. E ognuna ha le sue caratteristiche.

Questa nuova sfida le piace?

Molto, ho trovato un ambiente accogliente, grandi motivazioni e lo spirito giusto. Sono qui da 45 giorni e ho iniziato a lavorare nel segno della continuità. La dirigente Lago, che mi ha preceduto, ha seminato molto e bene.




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