Sanità Lazio, il Pd accusa Rocca: “fallimento totale”
“La situazione è disastrosa.” Non usa mezzi termini Massimiliano Valeriani, consigliere regionale del Partito Democratico e componente della commissione Sanità, che affonda il colpo contro la giunta Rocca.
Sulla base dei dati dell’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe e delle rilevazioni di Agenas, Valeriani parla senza giri di parole di “fallimento strutturale della riforma sanitaria nel Lazio”.
Case di comunità: solo 5 pienamente a norma
Nel mirino del consigliere dem finiscono soprattutto le case di comunità, strutture chiave della sanità territoriale. Secondo il report Gimbe, nel Lazio ne sono state programmate 146, ma solo 95 risultano avere almeno un servizio attivo.
Tra queste, appena 5 rispettano pienamente gli standard previsti — presenza di medici, infermieri e tutti i servizi obbligatori.
“Meno del 4% del totale – denuncia Valeriani –. La criticità è drammatica sul capitale umano: solo 16 strutture hanno una presenza medica a standard e appena 30 una presenza infermieristica a norma.”
Ospedali di comunità: 2 attivi su 42 previsti
Ancora più preoccupante la situazione degli ospedali di comunità, dove — sempre secondo Gimbe — solo 2 su 42 risultano effettivamente attivi.
Un dato che, secondo Valeriani, “certifica il fallimento della strategia territoriale” del presidente Francesco Rocca, che detiene anche la delega alla Sanità.
Unico segno positivo, riconosce il consigliere, è l’attivazione completa delle 61 Centrali operative territoriali (Cot), “ma — sottolinea — si tratta di un successo solo apparente”:
“Avere dei centri di comando perfettamente funzionanti, ma senza un esercito sul campo, è strategicamente inutile.”
Liste d’attesa, “miracolo statistico” e realtà dei numeri
Nel mirino anche il tema delle liste di attesa, su cui Rocca aveva promesso un cambio di passo. Secondo Valeriani, però, i numeri raccontano un’altra storia:
“Il miracolo statistico dell’abbattimento dei tempi medi si scontra con una realtà drammatica. Non si riescono ancora a garantire in tempi utili le prestazioni più complesse.”
Un esempio su tutti: per un’esame di elettromiografia del tronco, classificato con priorità breve (da erogare entro 10 giorni), nel Lazio l’attesa media è di 69 giorni.
Cresce la rinuncia alle cure: 685 mila cittadini senza assistenza
Infine, l’allarme sui cittadini costretti a rinunciare alle cure. Nel 2023, secondo Gimbe, era il 10,5% dei residenti laziali; nel 2024 la quota è salita al 12%, pari a 685.769 persone.
“Un numero drammatico – conclude Valeriani – che racconta una verità semplice: chi non può permettersi il privato, oggi nel Lazio rinuncia a curarsi.”
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