Rapinata e minacciata di morte dai banditi. Ma secondo la procura si è inventata tutto

Ai carabinieri aveva raccontato i dettagli della rapina con la voce rotta e dettagli precisi, apparentemente concordanti: l’arrivo dei due banditi, lei gettata a terra e poi immobilizzata con il nastro adesivo, malmenata, costretta ad assistere alla razzia all’interno della sua abitazione di Palazzo del Pero. “Stai zitta o ti ammazziamo” la frase pronunciata dai delinquenti e riferita alle forze dell’ordine dalla donna di 60 anni, invalida e costretta sulla sedia a rotelle, che a marzo aveva denunciato l’accaduto. La vicenda suscitò un comprensibile scalpore e creò allarme nella comunità, dato che i blitz dei ladri in quella zona si stavano ripetendo con inquietante frequenza.
A distanza di sette mesi, però, la conclusione a cui sarebbero arrivati gli inquirenti è clamorosa: la rapina non c’è mai stata e la donna rischia l’accusa di simulazione di reato. Eppure aveva spiegato che le erano stati portati via circa 60 euro in contati che teneva nel portafogli, un orologio, una catenina e una fede nuziale. Tutti oggetti in oro.
“Non si tratta del valore economico, quanto dei ricordi che ho perso – aveva aggiunto. Quelli rubati erano oggetti che appartenevano a mia madre e a mia suocera e per me avevano un significato importante. Come sto? Non bene. Ho un occhio nero, le ginocchia doloranti e moltissima paura di rimanere da sola”.
Secondo il racconto della signora, la rapina era avvenuta all’ora di pranzo. Lei si trovava da sola nell’abitazione, con il compagno assente perché al lavoro. Un racconto che rischia di essere cancellato dalle indagini effettuate in questi mesi. Come riporta La Nazione, a febbraio ci sarà l’udienza pre dibattimentale al tribunale di Arezzo e il giudice dovrà decidere se mandare a processo la 60enne. La procura è convinta che quella rapina non sia mai avvenuta.
Source link




