Capitale dell’arte contemporanea: l’exploit di Alba sulle note di Vasco

ALBA – «Sei chiara come un’alba…». Con le parole di Vasco Rossi il ministro della cultura Alessandro Giuli ha proclamato ieri Alba come capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2027 nella sala Spadolini di Roma. Superate le città di Pietrasanta, Termoli e il tandem Foligno-Spoleto, la candidatura langarola ha convinto la commissione presieduta da Lorenza Baroncelli per la capacità di mostrare «un laboratorio aperto e una prospettiva», come spiegato dallo stesso Giuli. Dopo il tentativo fallito di diventare capitale della cultura italiana 2026 sotto l’amministrazione di Carlo Bo, questa volta Albasi è ispirata al suo artista più rappresentativo, Pinot Gallizio. Farmacista, situazionista, inventore della pittura industriale e “re degli zingari” a cui proprio quest’anno la città delle cento torri ha dedicato una personale nel museo civico “Eusebio”.
Il titolo del dossier, “Fabbriche del vento”, deriva da due tele gemelle di Gallizio e porta in dote un obiettivo ambizioso: trasformare una città e il suo territorio in un laboratorio permanente di innovazione culturale, sociale ed economica, capace – come il vento – di lasciare tracce concrete sulla realtà. Tutto ciò con mostre, residenze, produzioni site-specific, iniziative educative. Dopo l’enogastronomia e l’industria, è ora di far conoscere anche il lato culturale di un’area capace di reinventarsi grazie alla creatività: non solo Barolo, Nutella e cucina stellata, ma anche arte contemporanea.
«È stata apprezzata la concretezza del nostro dossier in cui proponiamo un’offerta culturale di livello e durevole nel tempo» ha detto, emozionato, il sindaco di Alba Alberto Gatto. Fondamentale è stato l’apporto del critico Nicola Ballario, direttore artistico, e di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente del Comitato promotore. Proprio loro hanno raccontato il progetto nell’audizione di venerdì scorso insieme al presidente della Fondazione San Patrignano Roberto Spada, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco Gatto. Nel suo intervento il primo cittadino ha ricordato come il territorio di Langhe, Roero e Monferrato rappresenti un sistema dinamico, capace di unire radici e futuro: «Questa vittoria – ha detto Gatto assieme all’assessora Caterina Pasini – è il frutto di un grande lavoro di squadra nato dall’incontro tra artisti, professionisti del settore, istituzioni ed enti che hanno creduto nella forza propulsiva dell’arte contemporanea. Con la Biennale delle Langhe, tra i progetti centrali del 2027, daremo vita a uno spazio continuo di idee e di cultura».
Un lavoro di squadra in cui hanno avut un ruolo decisivo i principali sostenitori di “Fabbriche del vento” come Fondazione Crc, Cantine Ceretto e in particolare la Regione Piemonte con il suo presidente Alberto Cirio, in una sorta di alleanza trasversale tra cultura, economia e comunità: «Il Piemonte e Alba – le parole del governatore – hanno dimostrato che la cultura è un linguaggio condiviso, e che l’arte è capace di unire energie e persone. Questo riconoscimento è un ulteriore passo per continuare a costruire una regione dove l’arte non resta chiusa nei musei, ma innerva e nutre le comunità. Investire in bellezza e talento è una scelta che ripaga sempre».
Entusiasta anche Oscar Farinetti, inventore di Eataly e originario di Alba: «La mia città capitale dell’Arte contemporanea? Sono al settimo cielo, una notizia strepitosa – ha commentato – Sono grato di essere nato a Alba, mi metto a disposizione: in fondo qui, a partire da Pinot Gallizio, siamo tutti artisti».
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