Trentino Alto Adige/Suedtirol

Riapre la torre. Il Museo Civico vuole allearsi con Ötzi – Cronaca



BOLZANO. Il segno del Museo Civico restituito è la sua torre. Si sale, si può entrare, e da lassù viene fuori anche l’anima composita della città: da una parte lo sguardo, inedito a queste altezze, della Bolzano nuova, l’addizione piacentiniana col corso e il monumento, dall’altra i tetti del borgo gotico. Ma c’è un ulteriore novità, più di politica e di politica culturale, in questo giorno di porte aperte e vaste zone del museo restaurate e risanate: «Il Civico e il museo di Ötzi devono in qualche modo unirsi». Lo dice Claudio Corrarati che riprende il vecchio progetto di una connessione anche architettonica tra i due edifici così vicini e così lontani, il quale ha da poco incontrato Philipp Achammer per esporre il piano: «Le file per la mummia, qui sotto, possono essere smaltite deviandole, nel mentre, a visitare un museo che racconta la città che stanno visitando».

Dunque la Provincia è chiamata a fare la sua parte. Poi c’è Stephan Konder che aggiunge: «L’uomo del Similaun parla di ghiacci, noi di storia. La mia idea è predisporre una app che avvisi di minuto in minuto lo stato di riempimento dei musei e devii o attiri visitatori senza sovrapposizione». E magari senza farsi troppa concorrenza.
 

Le “nuove sale e la torre

Insomma il Civico chiede ascolto. E lo fa quando gran parte delle sue strutture si avviano ad essere fruibili. Lo step appena annunciato ieri riguarda l’apertura totale del primo piano, quella del quarto, di una sala congressi («potrebbe venirci chiunque, dalle associazioni ai privati» annuncia il sindaco) e soprattutto della torre. Capitozzata dal regime, poi ricostruita, è infine stata a lungo chiusa per ragioni di sicurezza. Ora è raggiungibile da una scala interna mentre quella esterna, che fa accedere al cortile e al bellissimo “lapidarium”, è stata ricoperta di piante con un intervento in profondità della Giardineria. Claudio Della Ratta non ha nascosto, a sua volta, il percorso accidentato di questi ultimi decenni: «Ci sono stati momenti difficili – ha ammesso l’assessore – ma la volontà politica alla fine ha prevalso». E anche la disponibilità di fondi, prima preclusi.

Il magazzino da valorizzare

Fondi significano, ora, 2,5 milioni giunti da uno storno di bilancio della giunta precedente, fino alla cifra di 8 milioni tondi che servirà poter concludere l’operazione. Ai quali, così è stato promesso nel recente vertice, anche la Provincia. «Stiamo lavorando sul secondo e terzo piano – ha spiegato Anna Vittorio a capo della ripartizione cultura del Comune – insieme agli uffici dei lavori pubblici, per aprire anche quelle sale». Non si tratta più di interventi strutturali intorno alla sicurezza ma di una operazione compiuta sotto la supervisione delle Belle arti perché c’è da far riemergere antichi dipinti nascosti da controsoffitti un po’ troppo invasivi o pareti da restaurare.

Altra operazione in corso da anni e che serve per poi riempire di nuovo le sale al secondo e terzo piano una volta concluse, quella che tocca la catalogazione delle tante opere nei magazzini, sotto la supervisione del direttore Stefan Demetz. Un ulteriore passaggio il brand: «Il Museo deve avere un simbolo riconoscibile e rilanciarsi anche nel marketing», annuncia Corrarati. Dopo la partecipazione alla “Lunga Notte dei Musei” venerdì 17 ottobre, il Museo sarà visitabile con ingresso gratuito dal 18 ottobre nello spazio mostre al piano rialzato, al primo e al quarto piano, nella torre, oltre che in giardino e nella prima sala del “lapidarium”, dal martedì alla domenica, con orario 10 alle 18.




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