Umbria

Ex studios Papigno verso il recupero: concessione massima 30 anni, ecco le destinazioni d’uso


di Ma. Gi. Pen.

Rilancio degli ex stabilimenti elettrochimici di Papigno e dell’area di interesse archeologico industriale ex Enel, ci sono delle novità. La giunta comunale di Terni ha approvato le condizioni essenziali per il bando di gara. Tra queste: concessione massima di 30 anni, canone annuo di concessione a base d’asta fissato a 15 mila euro (oltre iva) e diverse destinazioni. Gli ex studios infatti potranno rinasce e diventare uno spazio per attività produttive, per attività culturali, alberghiere, turistiche o ancora cinematografiche e altro. 

Ex studios Papigno verso il bando La delibera di giunta del 10 ottobre fa seguito a quella del consiglio comunale risalente a marzo, che consegnava agli Uffici del Comune il compito di redigere lo schema di bando di concessione per la valorizzazione del complesso immobiliare di via Carlo Neri. Quindici ettari di superficie complessiva, di cui circa 4,3 coperta. Con questo atto l’esecutivo Bandecchi ha fissato le condizioni per il bando di gara, vediamone alcune.

Ex stabilimenti elettrochimici di Papigno e area di interesse archeologico industriale ex Enel – Comune di Terni

Condizioni Le condizioni generali di intervento sono «la valorizzazione del complesso immobiliare di Papigno, tramite il recupero, la rifunzionalizzazione e la trasformazione con investimento che verrà valutato attraverso criteri qualitativi/quantitativi premianti, per la sua successiva riattivazione e gestione, meglio specificate nel bando di gara», spiega la giunta. Le destinazioni, come detto, potranno essere diverse: attività produttive – industria ed artigianato; attività direzionali, di ricerca e di formazione – sale riunioni, per convegni e per esposizioni, organizzazione mostre e fiere; attività culturali, strutture museali ed espositive; artigianato di servizio; attività di produzione cinematografiche e per lo spettacolo e per l‘innovazione tecnologica; attività alberghiere, paralberghiere e turistiche in genere; attrezzature sportive e ricreative. Poi «le proposte progettuali di recupero e rifunzionalizzazione, potranno riguardare anche quota parte degli immobili del complesso». Per l’immobile 7 invece il Comune di Terni si riserva l’assegnazione. 

Canone e interventi Il canone annuo di concessione a base d’asta è di 15 mila euro oltre iva e gli interventi dovranno essere conclusi «entro 48 mesi dalla sottoscrizione del verbale di consegna. Il 50% dei lavori dovranno concludersi entro 24 mesi». Inoltre «la manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli immobili in concessione, rimane a carico del concessionario per tutta la durata del contratto». Per il prefabbricato ex portineria invece, dove ci sono mosaici con vincolo culturale, «il concessionario potrà rilocalizzare gli stessi in altra struttura del complesso da concordarsi con il concedente in accordo con la competente
soprintendenza». Il Comune di Terni, poi, si riserva la facoltà di utilizzare a titolo gratuito, anche tramite terzi, gli immobili concessi, per 30 giorni l’anno, per lo svolgimento di attività/eventi d’interesse pubblico. L’aggiudicazione definitiva – si legge nell’atto – «sarà condizionata dall’autorizzazione alla concessione da parte della competente direzione regionale per i Beni e le Attività culturali».

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