Crisi Perugia Calcio, Umbria Civica: «Assordante silenzio dell’amministrazione»
Il Perugia Calcio attraversa una delle fasi più delicate della sua storia recente. La squadra, precipitata nelle posizioni più basse della classifica, mostra segnali di difficoltà sia sul campo sia nella gestione societaria, con ripercussioni sul senso di identità e sull’orgoglio dei tifosi. E’ quanto viene evidenziato, tra gli altri anche da Marco Brusco, presidente di Umbria Civica e dai coordinatori Massimiliano Mipatrini e Giovanni Rende,
Perugia Civica ha espresso profonda preoccupazione per la situazione, sottolineando come l’immagine del club appaia svuotata del significato tradizionalmente legato al simbolo del Grifo, storicamente espressione della città e dei suoi abitanti. «La squadra appare senza identità e senza capacità di reazione, trasmettendo un’immagine disastrosa della città e di una tifoseria che ha sempre dimostrato passione, orgoglio e senso di appartenenza», si legge nella nota del movimento civico.
Il richiamo all’orgoglio cittadino era già stato esplicitato in passato, quando l’amministrazione comunale aveva chiesto che il simbolo del Grifo fosse portato con onore sulle maglie. «Oggi quel simbolo appare svuotato del suo significato, tradito da una gestione che non sembra essere all’altezza del nome e della tradizione del Perugia Calcio», aggiunge Perugia Civica.
Particolare rilievo viene dato anche al ruolo delle istituzioni cittadine, il cui silenzio rispetto alla crisi viene definito «assordante». «Ancora più grave è il silenzio dell’attuale amministrazione comunale e delle istituzioni cittadine di fronte a questa crisi profonda, che non riguarda solo il calcio ma il senso stesso di identità e orgoglio della nostra comunità», sottolinea il movimento.
Il movimento conclude evidenziando la necessità di aprire una nuova fase per il club: «Se questa società non è in grado di garantire un futuro dignitoso e credibile al Perugia, è doveroso che si apra una nuova pagina, prima che la città venga trascinata in una spirale di disillusione e di crisi da cui sarà difficile risollevarsi».
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