Guardiagrele, il Consiglio di Stato rigetta il ricorso dell’ex sindaco Dal Pozzo sul dissesto

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da Simone Dal Pozzo e da altri esponenti dell’opposizione riguardo alla dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Guardiagrele, approvata dall’amministrazione guidata da Donatello Di Prinzio. Lo rende noto l’attuale amministrazione in un comunicato, sottolineando che la sentenza è definitiva e risale al 23 settembre 2025.
I ricorrenti – Simone Dal Pozzo, Marilena Primavera, Ambra Dell’Arciprete, Piergiorgio Della Pelle e Gianluca Primavera – sono stati anche condannati al pagamento delle spese legali per un importo di 3mila euro.
Secondo quanto riferito nella nota, la sentenza avrebbe “confermato la correttezza degli atti” e riconosciuto che la scelta del dissesto “non era discrezionale, ma obbligata”, escludendo quindi un intento politico nei confronti dei precedenti amministratori. L’amministrazione in carica sostiene che “il dissesto era l’unica opzione percorribile” a fronte di una “situazione di grave tensione finanziaria”, emersa a seguito della ricognizione contabile eseguita dopo il cambio di governo cittadino.
Il pronunciamento del Consiglio di Stato arriva dopo quello del Tar Abruzzo, anch’esso contrario al ricorso. In entrambi i casi, viene ribadita la legittimità dell’iter seguito. La comunicazione diffusa dal Comune cita anche la Corte dei conti, che avrebbe rilevato, secondo l’attuale giunta, “criticità contabili riconducibili alla gestione precedente”.
Il sindaco Di Prinzio e l’assessore al Bilancio Dell’Arciprete parlano di “verità oggettiva” e, in merito all’ex giunta, affermano: “Chi ha governato prima dovrebbe chiedere scusa alla città per i danni arrecati”.
Un ringraziamento viene infine rivolto all’avvocata Rosella Ferrara, che ha rappresentato il Comune nel procedimento.
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