Spalletti e lo scontro con Acerbi: “Le cose non sono andate come dice lui. Sempre meno quelli che ci mettono la faccia”

C’è chi dice no e chi dice aspettate un attimo.
La storia è un’altra, non è andata così, e la storia sono loro. Nessun altro può dare un’altra versione, nessun altro c’era davvero. C’era lui, Spalletti, commissario tecnico infelice, solo, abbandonato da tutti, costretto pochi giorni dopo all’auto annuncio dell’esonero post datato di 24 ore (una scena surreale, è anche andato in panchina per la partita con la Moldavia). E c’era l’altro, Acerbi, 37 anni e ancora indispensabile che non accetta la convocazione in Nazionale.
Cosa era successo
In palio c’era una bella fetta di Mondiale. Giugno 2025, sfida decisiva con la Norvegia di Haaland. Servono i migliori difensori italiani. Prima della partita però l’allora ct annuncia: Acerbi non ha accettato di venire. Rissa. Tensione. Norvegia-Italia 3-0. Italia a rischio per i Mondiali, Spalletti a una partita dal licenziamento. Il difensore dell’Inter, fa un post, parla di mancanza di rispetto. Poi, pochi giorni fa, ha spiegato: “Spalletti aveva detto cose non belle sulla mia età. Poi mi ha chiamato e mi aveva fatto capire che avrei giocato solo con la Norvegia. Ma a 37 anni non vengo in Nazionale per una partita e poi torno a casa, mi sono sentito usato. Non mi puoi chiamare perché sono l’unico rimasto”
La versione di Spalletti
Ormai è passato un po’ di tempo, da giugno a ottobre, la storia cambia. Spalletti al festival di Trento racconta: “Le cose non sono andate come dice lui”. Buon inizio. Ed ecco la versione di Luciano: “C’era stata la semifinale col Barcellona dove aveva fatto il gol decisivo. L’ho chiamato. Gli ho detto: è vero, sei sempre uno dei più bravi. E gli ho anticipato che volevo convocarlo per la partita-chiave contro la Norvegia, mi ha risposto e sembrava disponibile a giocare. Poi sono passati tre-quattro giorni, ha giocato la finale di Champions e a pochi giorni dalla partita mi ha mandato un messaggio: “Ci ho pensato bene e non vengo più”.
Poi l’affondo: “Sono sempre di più quelli che trovano scusanti o motivazioni per non assolvere i propri impegni, sono sempre di meno quelli che ci mettono la faccia. Acerbi ha avuto la possibilità di dirmi quelle cose che ha detto e invece le ha dette troppo tardi”.
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