Friuli Venezia Giulia

i momenti salienti della regata

12.10.2025 – 17:20 – Trieste si sveglia di buon’ora nel giorno della regata più partecipata del mondo, con il mare protagonista e il vento che accompagna le eleganti vele sul golfo. La mattinata ottobrina è fresca e luminosa e, dopo giorni di eventi, festeggiamenti sentiti in ogni angolo di strada e numerosi incontri, la città chiude questa cinquantasettesima edizione con un bilancio che va oltre la competizione, toccando anche la comunità che si ritrova e si racconta. Tra le iniziative che hanno scandito questa edizione, ha avuto un ruolo importante l’apertura al pubblico della nave Ubaldo Diciotti della Guardia Costiera. L’unità è stata visitabile nelle giornate del 10 e dell’11 ottobre al Molo IV, nel Porto Vecchio, offrendo a cittadini e turisti l’occasione di conoscere da vicino una realtà simbolo delle operazioni di soccorso e tutela in mare. L’equipaggio ha illustrato caratteristiche tecniche, sistemi di bordo e missioni operative, avvicinando concretamente la cittadinanza al mondo marittimo.

La Capitaneria di Porto si è rivelata ancora una volta, come negli scorsi anni, un elemento cardine della manifestazione. Non solo per quanto riguarda la sicurezza pubblica in mare aperto, ma anche per il valore sociale e culturale che queste occasioni inevitabilmente portano con sé. Lo spirito partecipativo della Barcolana rappresenta anche questo: un incontro diretto tra istituzioni e comunità, con l’intento di collaborare in modo significativo per l’evoluzione della città. Parallelamente, la regata è stata occasione d’incontro anche per realtà locali e professionali. In particolare, una delegazione dellIRCCS Ospedale materno infantile Burlo Garofolo – composta dalla dott.ssa Silvana Schreiber, incaricata organizzativa della struttura sanitaria per la piattaforma di cure pediatriche ad alta complessità, e dal dott. Marco Tempesta, direttore della Direzione delle Professioni Sanitarie – ha espresso il suo vivo ringraziamento alla Guardia Costiera per l’opportunità di condividere modalità comunicative più spontanee e informali.

«Essere qui oggi come rappresentanza del Burlo è emozionante – riferisce la Schreiber –. Al di là della bellezza della regata, questo evento ci offre il piacere di vivere un contatto più diretto con il pubblico, oltre la quotidiana veste istituzionale». Aggiunge un commento anche Tempesta, descrivendo l’impatto del poter essere spettatori di Trieste dalla prospettiva del mare: «Non è qualcosa che accade ogni giorno – spiega – e il fatto che avvenga in una manifestazione centrale della storia di Trieste arricchisce un’esperienza già di per sé unica». Ecco un segno vivo e tangibile di come lo sport e il mare siano strumenti straordinari per fortificare la coesione sociale e il senso di appartenenza. Finita la competizione e conclusa la celebrazione, restano ancora il vento, le vele e il mare: la triade che da secoli disegna il volto di Trieste. E, soprattutto, la sensazione viva di aver partecipato a qualcosa di più grande, in cui è stata essenziale ogni vela, ogni voce, ogni scambio e promessa di nuovi incontri.

[e.c.]




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