L’azienda doveva essere riconvertita, non produrre proiettili

“Se da un lato la notizia della riapertura può rappresentare un segnale di stabilità per i circa 70 dipendenti, dall’altro riteniamo inaccettabile la narrazione secondo cui si dovrebbe gioire per l’arrivo di un’azienda che continua a produrre strumenti di morte”. Questo il commento di Mario Enrico Testa, segretario dei Giovani Democratici area vastese, in merito alla cessione della Esplodenti Sabino di Casalbordino alla Arca Defecence spa, gruppo turco attivo nel settore della difesa e della produzione di armamenti militari.
Lo stabilimento, com’è noto, è stato coinvolto per due volte in tre anni in gravi incidenti, che hanno causato la morte di sei lavoratori. Il primo incidente risale a dicembre 2020, il secondo è avvenuto a settembre 2023.
“Dopo l’ultimo tragico evento – commenta Testa – la principale preoccupazione dei lavoratori era quella di poter tornare a operare in sicurezza, senza il timore costante di nuovi incidenti e dopo lunghi periodi di sospensione e indagini”.
“Avremmo auspicato – incalza il segretario dei Gd – un processo di riconversione sostenuto dalle istituzioni pubbliche che tenesse conto congiuntamente delle necessità occupazionali e delle esigenze del territorio. In questo senso, siamo convinti che, attraverso la Zes, sia possibile instaurare rapporti virtuosi tra soggetti privati e amministrazioni pubbliche, capaci di promuovere autentiche alternative di riconversione industriale, attente allo sviluppo economico locale e alla tutela dell’ambiente – non al profitto di aziende che, oltre a non contribuire alla crescita del territorio, alimentano logiche di guerra e tensioni internazionali”, conclude Mario Enrico Testa.
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