In Regione il futuro si veste di rosa con le tre “moschettiere” cosentine Succurro, Greco e Santoianni

Il nuovo Consiglio regionale conterà sull’apporto di sette donne. Completiamo il nostro approfondimento sulle elette – che, curiosità, sono tutte della provincia di Cosenza – con Rosaria Succurro (FI), Filomena Greco (Casa Riformista) e Elisabetta Santoianni (FI) che si aggiungono al quartetto di Corigliano Rossano: Luciana De Francesco (FdI), Pasqualina Straface (FI), Rosellina Madeo (Pd) e Elisa Scutellà (M5S).
Rosaria Succurro (FI)
Una corsa infinita. Caratterizzata dal raggiungimento d’un traguardo dietro l’altro. Rosaria Succurro, presidente della Provincia di Cosenza, sindaco di San Giovanni in Fiore, per decenni roccaforte “rossa”, è stata la prima donna di centrodestra ad assumere il ruolo di primo cittadino della “capitale” della Sila. Fu l’ex governatrice scomparsa prematuramente, Jole Santelli, a spingerla nel tentare la poi riuscita sortita. Eletta sindaco ha puntato – riuscendovi – a diventare presidente dell’Anci calabrese. Alle Regionali, su indicazione del partito di appartenenza – Forza Italia – le è stato chiesto di “scendere in campo” (per usare una espressione berlusconiana) e si è messa in gioco. Gli elettori l’hanno premiata. Ora potrebbe guardare con fiducia a una nomina assessorile: quando Mario Occhiuto, oggi senatore azzurro e fratello del presidente rieletto, guidava il comune di Cosenza è stata, infatti, per dieci anni (mai sostituita) assessore al turismo e allo spettacolo. Una indicazione come componente del futuro esecutivo calabrese le risparmierebbe la necessità la dimettersi da sindaco e presidente della Provincia e dalla guida dell’Anci. E nell’entourage di Succurro l’ipotesi di lasciare i prestigiosi incarichi non suscita entusiasmo. Dal punto di vista politico – è questo il ragionamento – le tre caselle ora occupate dal centrodestra potrebbero diventare appannaggio della coalizione di centrosinistra. Alla presidenza della Provincia aspirerebbe, per esempio, il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che lo ha dichiarato al nostro giornale nei giorni scorsi.
Rosaria Succurro, intanto, commenta il risultato ottenuto alle Regionali con entusiasmo. «È stato premiato il lavoro fatto in questi anni» afferma « e viene data ragione e riconoscimento al presidente Roberto Occhiuto e al suo modo d’intendere il futuro della Calabria. Credo che sia stato riconosciuto dagli elettori anche quanto fatto alla Provincia, un ente importante che è sempre stato aperto ai sindaci del territorio al di là dell’appartenenza politica. Non siamo rimasti chiusi dietro sterili steccati politici facendo sentire tutti i primi cittadini del territorio a casa loro. Nella veste di presidente regionale dell’Anci conosco quanta fatica e impegno richieda la guida di una comunità». In Sila Succurro ha riscosso elettoralmente un largo consenso, misurandosi in un’area da sempre cara al centrosinistra. «Ritengo» sottolinea la consigliera regionale «che abbia dato i suoi frutti l’impegno profuso per riportare l’Altopiano agli antichi fasti sia dal punto di vista turistico che culturale. A San Giovanni abbiamo fatto molto anche dal punto di vista sociale assegnando alloggi di edilizia popolare a 56 famiglie in difficoltà e promosso iniziative “pilota” per sostenere i nuclei familiari che si misuravano con l’autismo».
L’esponente di Forza Italia guarda al futuro della Calabria con ottimismo. «Ci sono le risorse e le capacità politiche e amministrative per operare con successo a favore del sociale, intervenendo in aiuto alle famiglie disagiate. Nel contempo, una regione con 800 chilometri di coste offre enormi potenzialità per sviluppare – così come il presidente Occhiuto più volte ha posto in evidenza – il turismo. Penso alle bellezze naturali e all’enorme patrimonio culturale, storico e artistico di cui disponiamo. La nostra è una terra che ha dato i natali a uomini e donne dimostratisi capaci d’incidere sul resto dell’umanità. Mi riferisco a Gioacchino da Fiore, Bernardino Telesio, Tommaso Campanella, la poetessa Nosside, solo per fare alcuni esempi. Mi viene pure in mente l’eccelso pittore Mattia Preti. Si pensi, poi, ai siti archeologici, alle chiese, ai castelli: insomma siamo in grado di offrire ai visitatori tutto».
Il centrodestra cresce e vince e il partito di Antonio Tajani guadagna voti. Succurro sottolinea nella sua analisi politica il trend positivo: «Forza Italia ha mostrato di essere un partito radicato nel territorio con percentuali bulgare nella mia Sila, area storicamente di sinistra. È frutto di un lavoro di squadra e di una visione strategica unitaria».
Filomena Greco (Riformisti)
La politica per passione. Laureata in Giurisprudenza a Bologna, manager nelle aziende di famiglia che operano nel settore vinicolo-oleario, nella sanità e nel campo alberghiero, Filomena Greco ha scelto d’impegnarsi nella vita politico-amministrativa cominciando dal suo paese di origine, Cariati, divenendone per due volte sindaco. La sua scelta di campo è stato il centrosinistra: dopo la candidatura alle Europee, oggi ricopre il ruolo di commissario regionale di Italia Viva. Greco è figlia di una vittima della ‘ndrangheta: il padre, Tommaso, imprenditore agricolo, venne ucciso a Lorica in un agguato rimasto impunito nel 2001.
Ma quali sono le sue idee sul futuro della Calabria? «Vorrei che venissero rimesse al centro le persone» afferma «con un’azione politica diversa. I diritti dei calabresi non sono stati tutelati abbastanza in tutti questi anni: durante la campagna elettoirale ho visto comunità abbandonate; ho visitato i banchi alimentari verificando l’esistenza d’intere famiglie che non hanno da mangiare. Penso, poi, a quanto vada fatto per tirare i ragazzi lontano dalla strada e dai pericoli. In questo senso occorre sostenere le associazioni sportive, i gruppi teatrali, le comunità di volontariato che possono offrire ai giovani occasioni d’impegno e stimoli sani. Parliamo tanto dei giovani e poi non diamo il supporto a quanti cercano di operare in questa direzione. Non intendo solo sostegno economico, parlo pure di assistenza, di strutture, di collaborazione fattiva. Non bisogna dare soldi a pioggia per realizzare manifestazioni che non lasciano poi tracce concrete, ma occorre operare con maggiore lungimiranza e strategia. Penso ai concerti e alle tante altre cose viste in questi anni. Nelle associazioni s’impara a fare squadra, a rispettare il prossimo, a osservare ruoli e regole. È questa la chiave per il futuro: non si può solo pensare alla costruzione di infrastrutture, bisogna rimettere al centro l’uomo».
Il legame tra Matteo Renzi e Filomena Greco è molto forte. E la neo consigliera regionale non lo nasconde, «Renzi è l’unico leader politico che ha una visione del futuro molto lucida. Andiamo verso gli estremismi e la gente non li premia, Occorre pensare a una forza nuova puntando sugli amministratori che vivono ogni giorno i problemi dei territori. Dobbiami pensare ai moderati, ai sociliasti, ai riformisti, ai liberal- democratici mettendo da parte gli estremismi di sinistra e di destra. Dobbiamo guardare al centro e per la tutela dei diritti a sinistra. La Casa riformista è il futuro e l’esperimento compiuto in Calabria verrà ripetuto in Tooscana e Puglia». La tragica morte del padre ha molto influenzato Filomena Greco: come? Ce lo spiega: «È stata la ragione che mi ha riportato in Calabria per continuare le sue battaglie contro lo strapotere mafioso di certi personaggi. La politica mi ha consentito e mi consente di vivere la ribellione contro questa gente affermando i valori della legalità che erano di mio padre. Non bisogna mai piegare la testa di fronte alla tracotanza mafiosa. Mai!».
Elisabetta Santoianni (FI)
Elisabetta Santoianni, originaria di Lungro, è la presidente regionale dell’Associazione italiana Coltivatori. Ma cosa l’ha spinta a scendere in campo?
«La spinta è nata dal senso di responsabilità verso la mia terra e verso le persone che ogni giorno, con il loro lavoro, tengono viva l’economia e l’identità della Calabria. Ho scelto di candidarmi» spiega «per dare voce al mondo agricolo, per rappresentare chi crede che la nostra regione possa crescere puntando su competenza, serietà e visione. Questa campagna elettorale è stata intensa e, com’è naturale, ha avuto momenti di confronto anche acceso, ma il voto ha premiato chi ha saputo parlare di risultati e di prospettive reali. Si è vinto nel merito e bene, perché i cittadini hanno percepito il cambio di passo impresso alla Regione nella gestione dei fondi comunitari, nei trasporti, nel turismo e in agricoltura. Una Calabria che non è più fanalino di coda. Ora, dopo lo scontro elettorale, serve l’unità invocata da Occhiuto: è il momento di rimettersi tutti al lavoro, insieme, per la Calabria».
E quali saranno le priorità della neo consigliera nella legislatura che sta per avviarsi? «In continuità con il lavoro del presidente Occhiuto e dell’assessore Gallo, il mio impegno sarà rivolto a consolidare i risultati raggiunti e a spingere su alcune direttrici chiave: sostegno alle aree interne, valorizzazione dell’agricoltura e delle filiere agroalimentari, promozione dell’imprenditoria giovanile e femminile, semplificazione amministrativa. La Calabria ha bisogno di una Regione che accompagni chi produce valore, che premia il merito, che investe su qualità e sostenibilità. Voglio lavorare perché restare in Calabria non sia più una scelta difficile, ma una possibilità».
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