Marche

«Due tedeschi mi hanno salvato»


MASSA FERMANA Non ha perso il suo inconfondibile sorriso Rudy Di Flavio, che appena tornato in Italia ha voluto rassicurare tutti sulle sue condizioni. Il trentaduenne biker di Massa Fermana, all’inizio di settembre, è stato vittima di un accoltellamento in un ostello di Ulan Bator, in Mongolia, da parte di un ragazzo americano, dove si trovava al termine di un lungo viaggio in bicicletta, che lo aveva visto attraversare gran parte dell’Asia.

Il ritorno

Dopo il ricovero nell’ospedale della capitale mongola, Di Flavio domenica scorsa è potuto salire a bordo di un aereo che lo ha riportato in Italia. Le sue condizioni sono in miglioramento, è già stato visitato dai medici italiani, che lo hanno rassicurato sull’ottimo lavoro fatto dai colleghi della Mongolia. «Fortunatamente possiamo dire che sto bene. I medici italiani mi hanno detto che in Mongolia hanno fatto un buon lavoro, ora ovviamente dovrò fare ulteriori accertamenti – ammette Di Flavio – dovrò riallenare lo stomaco e riprendere un pò di massa muscolare persa con i tanti giorni di ospedale, ma per il resto sto bene».

La riabilitazione

Ora servirà pazienza e molta riabilitazione per tornare in forma smagliante e magari progettare il prossimo viaggio, perchè difficilmente un animo viaggiatore come quello di Di Flavio potrà fermarsi.

In queste prime ore non sono mancati i messaggi social, anche da parte dello stesso Di Flavio, che ha ringraziato pubblicamente l’ambasciata italiana in Mongolia e tutti coloro hanno aiutato lui e sua sorella, che lo ha raggiunto dopo l’incidente, per sbrigare le varie pratiche burocratiche e permettergli di tornare a casa in massima sicurezza.

«Ciò che ha fatto l’ambasciata italiana ad Ulan Bator, nella persona dell’ambasciatrice e di tutti i suoi dipendenti, è qualcosa che va oltre il semplice dovere lavorativo. Trovarsi in una situazione di difficoltà in un paese straniero ed avere persone intorno, che ti trattano come parte di una famiglia, risolvono faccende burocratiche e non, è qualcosa che rende il tutto più leggero – ha affermato il biker – un grazie speciale anche ai medici ovviamente, ai due ragazzi tedeschi che mi hanno salvato la vita chiamando subito i soccorsi e ai ragazzi dell’ostello, che mi sono venuti a fare visita in ospedale. Un grazie speciale poi al cardinal Marengo, che la sera stessa è venuto in ospedale a sincerarsi delle mie condizioni, aiutandomi anche con la lingua e trovando un alloggio per me e mia sorella dopo le dimissioni dall’ospedale».




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