la città come organismo: la sfida della complessità

La Fondazione IU Rusconi Ghigi, in collaborazione con Fondazione Golinelli, promuove nell’ambito del progetto del Gemello Digitale Civico della città di Bologna, il ciclo “Riflessioni digitali: complessità e dati per capire meglio la città che cambia”, tre incontri divulgativi, e gratuiti, pensati per accompagnare cittadine e cittadini alla scoperta delle innovazioni tecnologiche e degli strumenti digitali che stanno trasformando la vita urbana.
Le sfide della complessità urbana, il ruolo dei dati e delle intelligenze artificiali nella governance cittadina e le prospettive aperte dai gemelli digitali civici saranno solo alcuni dei temi che verranno affrontati all’interno di questi tre appuntamenti in programma i prossimi 15 e 28 ottobre e 12 novembre.
Gli incontri saranno caratterizzati da una prima parte seminariale tenuta da esperti ed esperte, tra cui anche rappresentanti dei partner del progetto Gemello Digitale Civico di Bologna, e da una seconda parte di coinvolgimento diretto del pubblico. Ad arricchire questi appuntamenti saranno scribing e visualizzazioni grafiche realizzati in collaborazione con Housatonic.
Le iscrizioni sono aperte sul sito di Fondazione IU Rusconi Ghigi e di Fondazione Golinelli.
Il primo incontro, previsto mercoledì 15 ottobre 2025, dalle 18 alle 20 si chiama “La città come organismo: la sfida della complessità” e si terrà presso il Filla Auditorium (Parco della Montagnola).
Sarà possibile imparare a leggere e comprendere la città come un organismo in continua trasformazione: un intreccio dinamico di bisogni, infrastrutture, relazioni sociali e ambientali.
Apre l’incontro: Mariagrazia Bonzagni, Capo Dipartimento Programmazione, Dati, Digitale, Diritti e Pari Opportunità, Comune di Bologna
Modera l’incontro: Alessandro Saracino, Program Manager innovazione didattica e tecnologica, Fondazione Golinelli
Intervengono:
Katya Tentori, Professoressa di Psicologia del Pensiero, Università di Trento
Marco Pistore, Responsabile del gruppo di ricerca MoST, Fondazione Bruno Kessler
Source link




