una visita gratuita per gli “invisibili” nella giornata mondiale della vista
In occasione della Giornata Mondiale della Vista (il 9 ottobre) l’attenzione si è concentrata sugli “invisibili” della città, le persone che troppo spesso passano inosservate: sono i senza dimora, i poveri, coloro che quotidianamente trovano accoglienza e sostegno nelle strutture sociali di Bologna. In via Santa Caterina 8, dove operano i servizi della Caritas e dove ogni sera si possono osservare centinaia di persone in fila per un pasto, una delle stanze della struttura è stata trasformata in ambulatorio per effettuare screening visivi gratuiti utilizzando una fundus camera non midriatica, apparecchiatura che consente di acquisire immagini del fondo oculare senza contatto e senza l’uso di colliri. Ė successo nella giornata di ieri, quando oltre alle attività cliniche ci sono state anche azioni di sensibilizzazione attraverso la distribuzione di materiale informativo e la diffusione di messaggi sui social media, con l’obiettivo di ricordare a tutti i cittadini l’importanza di sottoporsi regolarmente a controlli oculistici. Le patologie oculari, infatti, possono insorgere in qualsiasi età e, se non diagnosticate precocemente, compromettere in modo irreversibile la capacità visiva. Ma non è solo per un giorno che ci si occupa della salute di chi non mette la cura al primo posto: se sono emerse anomalie durante lo screening infatti, si proseguirà a una visita oculistica completa e gratuita.
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L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione IAPB Italia ETS e attuata dalla sezione territoriale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Bologna, in collaborazione con Caritas, da sempre impegnata in attività di ascolto e assistenza per i più bisognosi. Il progetto si avvale inoltre della collaborazione della struttura oculistica di AMOA Onlus e dell’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza.

Don Matteo Prosperini, direttore della Caritas di Bologna e presidente della Fondazione San Petronio Onlus, ha spiegato il valore di questa giornata: “Siamo felici di ospitare nei luoghi di Caritas questa iniziativa rivolta alle tante persone che ogni giorno incontriamo nei nostri servizi e che spesso vivono nell’invisibilità. Riscontriamo ogni giorno, incontrando le persone, che il diritto alla salute non è sempre garantito a tutti e diventa inaccessibile. Occasioni come questa aiutano a rendere il diritto concreto (in questo caso alla salute visiva) anche per chi, troppo spesso, ne resta escluso”.
Un bel lavoro di squadra per una risposta concreto
A raccontare il progetto anche Irene Balbo, alla presidenza dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Sezione di Bologna “Vogliamo lanciare un messaggio chiaro: la vista è un bene prezioso che appartiene a tutti, anche a chi troppo spesso rimane ai margini. Con questa iniziativa uniamo prevenzione e solidarietà, portando la salute visiva là dove non sempre arriva. Guardare davvero gli altri, riconoscere chi vive invisibile accanto a noi, è il primo passo per costruire una città più giusta e inclusiva.”
“Viviamo la società dell’immagine. Mai nella storia dell’uomo sono state prodotte cosi tante immagini. Ma molte persone rischiano di esserne escluse perché non si prendono cura della propria vista. I motivi per cui una persona non si preoccupa della propria vista possono essere molteplici e la povertà è sicuramente uno dei principali. Questo progetto Caritas/Amoa/Unione Italia Ciechi vuole essere una risposta concreta a questo problema”: queste le parole di Davide Conte, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione San Petronio Onlus.
Ecco chi si rivolge alla mensa dei poveri
La fotografia di Caritas: fra i poveri sempre più donne
Arrivano fino a 260 i pasti serviti la sera in quella che è l’unica grande mensa aperta la sera per chi è in difficoltà, quella in via Santa Caterina (bellissima, dopo il recente restilyng). Fuori, ogni giorno, si mettono in fila in tantissimi e non sono solo persone che non hanno un tetto: “L’utenza della nostra mensa della Caritas è cambiata. Oltre all’aumento in termini di numeri, vediamo oggi tante donne e giovani coppie – il racconto di Don Matteo – Di giorno la domanda si disperde tra tante offerte, fra le quali la mensa di Antoniano e le Cucine Popolari. Ma per la cena, ci siamo solo noi. Quello che suona è un campanello d’allarme che la cittadinanza non può ignorare”.
L’appello di Dora, studentessa non vedente a Bologna
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