Novo Nordisk sospende la produzione del farmaco anti obesità Wegovy ad Anagni
Novo Nordisk ha annunciato nella sede di Unindustria a Frosinone la decisione di sospendere temporaneamente la produzione del farmaco anti obesità Wegovy presso il sito di Anagni. La scelta fa seguito all’annuncio delle settimane scorse di una contrazione del mercato, con un calo dell’8% nelle vendite globali e una perdita di oltre 60 miliardi di euro di capitalizzazione in borsa. Nel corso dell’incontro, alla presenza dei sindacati, è stato detto che “lo stabilimento ex Catalent di Anagni, presentato fino a poche settimane fa come polo strategico europeo, è oggi coinvolto in una sospensione della produzione di uno dei farmaci chiave, con potenziali ripercussioni sull’occupazione e sulla continuità industriale”.


Ma soprattutto, dicono ancora i sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl, è stato riferito che “l’investimento iniziale di oltre 2 miliardi di euro e le promesse di crescita occupazionale rischiano di essere compromessi se non verranno garantite nuove linee produttive e un piano di espansione industriale credibile”.
I sindacati esprimono “forte preoccupazione in merito alla situazione che sta coinvolgendo il gruppo Novo Nordisk, leader mondiale nel settore farmaceutico ed in particolare per le conseguenze sul futuro dello stabilimento di Anagni, recentemente acquisito da Catalent e considerato strategico per la produzione dei farmaci anti-obesità”. Nel corso del vertice appena concluso, è emerso che le cause principali della crisi vanno ricercate nella saturazione della capacità produttiva e nei ritardi nell’adeguamento alle richieste di mercato. Ma anche, hanno spiegato, nelle carenze di approvvigionamento che hanno spinto pazienti e medici verso farmaci alternativi e nella concorrenza più aggressiva e meglio organizzata da parte dell’americana Eli Lilly.
Decisive sono state le nuove condizioni che si sono create negli Usa a causa dell’introduzione dei dazi decisi dal governo del presidente Donald Trump, dove inoltre sta avvenendo la diffusione incontrollata di copie non autorizzate del principio attivo ‘semaglutide’. A questo si aggiungono le difficoltà legali e brevettuali, con la scadenza anticipata del brevetto di Ozempic in Canada.
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