“Dalla Flottilla a Roma, è rinato il movimento pacifista. L’Abruzzo c’è”

«Le immagini delle ultime settimane, culminate con la grande manifestazione di Roma, segnano un passaggio politico decisivo per chi oggi è impegnato a cambiare l’Italia e l’Europa dei prossimi anni». Così Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo – Alleanza Verdi e Sinistra, commenta la grande mobilitazione pacifista che ha attraversato le piazze italiane e anche la regione.
Secondo Licheri, «l’effetto moltiplicatore prodotto dalla potenza evocativa della Flottilla ha innescato un fenomeno di partecipazione popolare che non si vedeva da quasi vent’anni». Il riferimento è alle recenti iniziative in solidarietà con la popolazione palestinese e contro la guerra, culminate nella manifestazione nazionale a Roma.
«Negli ultimi anni – osserva Licheri – ci si chiedeva dove fosse finito il movimento pacifista mondiale, di fronte alla guerra in Europa e alla tragedia in Medio Oriente. Il genocidio in corso a Gaza ha riattivato un attore multiforme e popolare che ha dato vita a un’ondata di mobilitazione, riempiendo le strade di centinaia di città italiane, anche le più piccole».
Anche l’Abruzzo, sottolinea il segretario di Sinistra Italiana, «ha dimostrato grande vitalità in tutte e quattro le province, con fiaccolate, raccolte fondi e iniziative pubbliche che hanno visto una partecipazione trasversale di cittadini e associazioni».
Licheri ringrazia i sindacati «per aver saputo intercettare il bisogno collettivo di una ripresa di parola», e riconosce anche il contributo di Avs e dei partiti che «sono stati presenti fin dal primo giorno».
Guardando al futuro, aggiunge: «Oggi c’è una grande richiesta di politica e di risposte chiare, soprattutto dalle giovani generazioni. È necessario costruire un progetto politico progressista, alternativo al modello di sviluppo delle destre italiane e dell’Occidente».
Il segretario conclude ricordando le priorità per l’Abruzzo e per il Paese: «Giustizia sociale, sanità, scuola e lavoro devono tornare al centro. La politica aveva bisogno del movimento pacifista: è tempo di riprendere insieme un lungo cammino per costruire il cambiamento».
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