Lazio

Regione Lazio, debito ridotto di 13 miliardi di euro

Un colpo di spugna da 31 miliardi che cambia il destino dei bilanci regionali. La Conferenza Stato-Regioni, riunita oggi 2 ottobre 2025, ha approvato all’unanimità una norma destinata a segnare una svolta nella finanza pubblica italiana: la cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità concesse negli anni scorsi alle Regioni.

Una decisione che libera gli enti da un macigno ultradecennale. Addio, quindi, ai debiti legati ai disavanzi sanitari e a quelli accumulati per pagare i creditori commerciali.

Non si tratta di un regalo senza condizioni: le Regioni continueranno a versare allo Stato, fino al 2051, gli stessi importi delle attuali rate, trasformati in contributi alla finanza pubblica. In cambio, però, potranno cancellare dai loro bilanci un passivo pesantissimo e utilizzare risorse finora “bloccate”.

Il caso Lazio: 13 miliardi in meno e un piano da 500 milioni

Per il Lazio la novità vale circa 13 miliardi di euro di debito in meno, pari a oltre 2.000 euro per cittadino. Una boccata d’ossigeno che consentirà di mettere in campo un piano straordinario di investimenti da 500 milioni di euro entro il 2029.

Un sollievo che arriva dopo anni in cui la Regione ha dovuto fare i conti con un debito tra i più alti d’Italia, in gran parte legato alla sanità.

Rocca e Righini: “Un’occasione storica, scriviamo una pagina nuova”

Soddisfatti il presidente Francesco Rocca e l’assessore al Bilancio Giancarlo Righini: «Si tratta di una svolta storica – hanno dichiarato –. Non inciderà subito sulla spesa corrente o sulle tasse, ma libera risorse decisive per investimenti strategici che faranno crescere il Lazio e l’Italia. Ringraziamo il Governo Meloni, in particolare i ministri Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli, per aver sostenuto questa scelta, e tutte le Regioni che hanno lavorato insieme per raggiungere un risultato non scontato».

Un passaggio di unità che ha visto anche la Lombardia, pur senza benefici diretti dalla cancellazione, schierarsi a favore, insieme a Campania ed Emilia-Romagna.

«Un plauso – hanno aggiunto Rocca e Righiniva al presidente Massimiliano Fedriga, che con equilibrio ha guidato la Conferenza delle Regioni all’unanimità».

Una scelta che guarda lontano

La partita non si chiude qui: la cancellazione del Fondo anticipazioni di liquidità (FAL) non sarà più un vincolo nei bilanci dal rendiconto 2025, mentre fino al 2034 ci sarà un tetto all’uso dell’avanzo di amministrazione per garantire la sostenibilità della manovra.

L’obiettivo, però, è chiaro: trasformare quello che era un fardello in un volano per lo sviluppo.

E se oggi il beneficio più immediato è liberare spazio per investimenti e infrastrutture, in prospettiva – sostengono le Regioni – l’effetto moltiplicatore sulla crescita potrebbe aprire la strada anche a un taglio della pressione fiscale.

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