Lungo i sentieri dell’isole di Tahiti tra foreste tropicali, pendii verdi e luoghi mistici
Sono conosciute in tutto il mondo per le spiagge di sabbia bianca, le lagune turchesi e i paesaggi che vanno dagli atolli corallini alle vette vulcaniche. In realtà le isole di Tahiti, situate nel Sud del Pacifico, sono tra le mete ideali per chi vuole fare una vacanza attiva. Varrebbe la pena scambiare per un giorno o due il costume da bagno per un paio di calzoncini e scarpe da trekking e avventurarsi in un territorio ricco di bellezza, da scoprire un passo dopo l’altro, lungo sentieri che portano nomi che custodiscono leggende, memorie ancestrali e mostrano un forte legame spirituale con la natura. Nei prossimi mesi sono in programma degli eventi che radunano un pubblico internazionale, come il Tahiti Yoga Festival di ottobre, la gara di canoe a bilanciere polinesiane (29 ottobre-1 novembre) e la competizione di danza tradizionale con 700 ballerini provenienti da tutto il mondo (21-23 novembre).
L’energia vitale che muove la vita dei polinesiani
In questi luoghi c’è un legame spirituale con la natura che vive nel concetto di Mana, un’energia vitale che permea la vita quotidiana dei polinesiani. Lo spirito del Mana è ovunque, dicono gli abitanti, scorre attraverso la terra, il mare, la cultura e il popolo e riconnette l’individuo con l’essenziale. Molti sentieri conducono alla scoperta delle isole vulcaniche “alte” di Tahiti, Moorea, Bora Bora, Huahine, Taha’a e Raiatea. Ci sono anche splendidi percorsi nelle più remote Isole Marchesi e nelle Isole Australi. Ogni isola raccoglie paesaggi unici dove il premio riservato agli esploratori è rappresentato da panorami mozzafiato impossibili da cogliere dalle coste dell’isola.
Tahiti: le gallerie sotterranee “Lavatubes”
Tra i sentieri più suggestivi di Tahiti spiccano i Lavatubes, gallerie sotterranee scavate dallo scorrere della lava migliaia di anni fa. È proprio da questa origine che deriva il loro nome: lunghi corridoi naturali, modellati dal fuoco e dal tempo, che oggi si possono esplorare accompagnati da guide esperte. Lungo il percorso ci si avventura in un paesaggio sorprendente fatto di rocce vulcaniche, grotte, alcune delle quali impreziosite da stalattiti e stalagmiti, e piscine naturali. Un’esperienza che unisce avventura e geologia, regalando la sensazione di camminare nel cuore stesso dell’isola. L’esperienza è modulabile in base al livello di preparazione fisica, con itinerari più brevi o più impegnativi a seconda delle preferenze, sempre nel rispetto di rigorose misure di sicurezza. Sempre a Tahiti c’è il percorso “Jardins d’eau de Vaipahi”. Creati nel 2007 a Mataiea, sull’isola di Tahiti, i giardini d’acqua di Vaipahi offrono la possibilità di una visita in due tappe. Nella parte inferiore è possibile osservare numerose specie botaniche e piante acquatiche, scoprendo al tempo stesso le vestigia del passato e la leggenda del luogo. Nella parte superiore si trovano invece tre percorsi escursionistici con un tempo di percorrenza fino a tre ore.
Moorea: l’itinerario tra le palme da cocco
A Moorea, il Three Coconut Tree Pass è uno dei sentieri di trekking più iconici dell’isola. Il nome deriva dalle tre palme da cocco che un tempo segnavano il passo e che ancora oggi evocano il fascino di questa valle lussureggiante. Il percorso, che richiede tra le tre e le quattro ore, si snoda tra foreste tropicali e pendii verdi fino a raggiungere un punto panoramico spettacolare, da cui si ammirano le due baie gemelle di Cook e Opunohu: una vista che da sola ripaga ogni passo. Lungo il sentiero si possono ammirare numerose specie di piante e animali tropicali: dagli uccelli alle coloratissime farfalle, fino ad una vegetazione rigogliosa che include ibischi e felci, simboli potenti della biodiversità polinesiana.
Bora Bora: nel cuore verde dell’isola
Il Cross-Island Trail di Bora Bora è un percorso semplice che attraversa il cuore verde dell’isola, lontano dalle spiagge più note. Questo sentiero conduce tra foreste rigogliose, pendii scoscesi e antichi Marae (luoghi sacri utilizzati nelle società polinesiane sin dai tempi pre-cristiani per eventi sacri e sociali), fino a raggiungere vedute spettacolari sulla laguna turchese e sul Monte Otemanu, il profilo vulcanico che domina l’isola. Un trekking che svela il lato più autentico e selvaggio della “perla del Pacifico”.
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