Ecco i TeachTokers, quando i professori diventano star sui social: come si ridisegna il confine tra educazione e narrazione digitale con attenzione alla privacy

Nessuna campanella scandisce più il confine tra classe e mondo esterno. La scuola si reinventa su TikTok, Instagram e YouTube, dove tra quaderni e tablet i docenti si trasformano in protagonisti di una narrazione 2.0 che divide, coinvolge e interroga. Il confine tra educazione e spettacolo è sottile, le regole meno chiare delle intenzioni: ogni video condiviso porta la didattica oltre le mura scolastiche, tra entusiasmi e polemiche che riflettono la complessità di una generazione digitale pronta a imparare, e a essere osservata, in tempo reale
Emergono, sempre di più, le figure dei docenti-influencer, insegnanti che raccontano la vita scolastica attraverso video, immagini e post pubblicati direttamente dalle aule. I contenuti diffusi spaziano dalla narrazione delle lezioni quotidiane fino alla condivisione di progetti didattici innovativi.
La pratica della pubblicazione in tempo reale coinvolge spesso gli studenti, diventando occasione di partecipazione attiva ma anche sollevando dubbi sulla gestione della privacy e sull’impatto educativo dei social sulle nuove generazioni.
L’utilizzo dei social da parte dei docenti richiama l’attenzione su fondamentali questioni normative. In particolare, la diffusione di immagini e video che ritraggono minori solleva il tema della tutela della privacy e della necessità di autorizzazioni specifiche da parte delle famiglie.
Le istituzioni scolastiche, per evitare rischi legali, sono chiamate a definire regole chiare che concilino innovazione didattica e rispetto dei diritti. Allo stesso tempo, molti insegnanti sottolineano come la presenza sui social possa favorire una maggiore trasparenza, facilitare la comunicazione scuola-famiglia e promuovere la diffusione di buone pratiche. Tuttavia, il dibattito resta aperto tra chi sostiene la legittimità dell’uso didattico dei social e chi ne evidenzia limiti e pericoli.
L’avvento dei “TeachTokers”, come segnala un approfondimento su La Stampa, porta con sé nuove modalità di insegnamento e richiede una riflessione costante sulle responsabilità dell’educatore.
Da un lato, la condivisione online permette di valorizzare le esperienze positive, stimolare la motivazione degli studenti e creare comunità di apprendimento allargate. Dall’altro, è fondamentale che i docenti conoscano le regole sul trattamento dei dati personali e adottino comportamenti consapevoli, evitando possibili abusi o esposizioni indesiderate degli alunni.
La sfida della scuola digitale è, dunque, trovare un equilibrio tra apertura alle innovazioni tecnologiche e tutela dei valori fondamentali della formazione, nella convinzione che solo un uso responsabile degli strumenti digitali possa realmente arricchire il percorso educativo.
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