“Minoranza ignora la complessità dell’iter”

“Bugie e falsità da parte di una minoranza che ignora completamente il progetto”. Il sindaco Filippo Paolini e l’assessore a urbanistica, patrimonio e politiche della casa, Graziella Di Campli, replicano ai consiglieri di opposizione e a Progetto Lanciano sulla manifestazione di interesse che avrebbe dovuto individuare un soggetto attuatore del progetto di riqualificazione e recupero dell’ex De Giorgio e di Palazzo Lotti, nel centro storico. Nessun privato, però, si è fatto avanti per il progetto di cohousing, che era stato destinatario di fondi Piers (Programma integrato di edilizia residenziale sociale) per 3.250.000 euro durante la precedente amministrazione.
“Nessun finanziamento è stato mai ottenuto dall’ex giunta Pupillo – affermano ora sindaco e assessore – ma solo il riconoscimento da parte del Tar del diritto ad accedere al finanziamento anteponendo Lanciano a Giulianova, non legittimata, secondo i criteri indicati dal bando regionale, in quanto il progetto presentato era inerente a un bene non nella disponibilità del Comune, ma della Curia vescovile. Il progetto in questione è molto complesso nel suo iter procedimentale e comporta il cofinanziamento da parte di un partner che, nel caso di specie, era il consorzio ‘Abitare Abruzzo’ che, allorquando si è reso conto della non sostenibilità economica del progetto stesso, ha valutato bene di tirarsi indietro. Ma l’errore che ancora persiste nell’ignoranza della minoranza consiste nel considerare il cofinanziamento nella somma di 652.513 euro anziché di 2.584.844”.
“Questo è il motivo per cui si è ritenuto necessario procedere con nuovo bando al reperimento del nuovo partner privato in grado di coprire la carenza economica esistente fin dall’inizio – sottolineano Paolini e Di Campli – Nessuno sperpero di 50.000 euro, in quanto la possibilità di proseguire e non perdere l’opportunità del finanziamento era la predisposizione di un progetto in Bim, modalità obbligatoria dal 2022 per somme superiori a euro 5.500.000. La malafede della minoranza è anche nell’affermare che le interlocuzioni con ‘Abitare Abruzzo’ sono state improntate a far trascorrere il tempo. La nostra, invece, era ferma volontà di andare avanti con il progetto, mettendo a disposizione dello stesso consorzio altro bene dell’ente allorquando si è rappresentata l’impossibilità di procedere da parte loro per la sostenibilità economica. Nessuna perdita di tempo, ma solo cura e massima attenzione nel seguire il progetto stesso, anche nelle sedi ministeriali, dove giaceva accantonato in un Dipartimento sbagliato, e senza l’intervento di un parlamentare di centrodestra del nostro territorio non sarebbe mai stato attenzionato, e lì sarebbe rimasto. Abbiamo sempre dato massima disponibilità al Consorzio pur di andare avanti con il progetto. Ciò nonostante si sono tirati indietro, senza nemmeno comunicarcelo. Abbiamo dovuto procedere a diffidarli e solo dopo l’ultima diffida hanno esternato la volontà di tirarsi indietro”.
“La nostra amministrazione ha idee molto chiare – ribattono il sindaco Paolini e l’assessore Di Campli – la minoranza invece, pur essendo la proponente il progetto, ne ignora ancora la natura, le caratteristiche e, soprattutto, la complessità della procedura che noi abbiamo messo in campo pur di perseguire l’opportunità di aggiudicare alla città i 3.200.000 euro. La politica, quella vera, quella che noi perseguiamo, è nel rispetto di progetti che possano migliorare le condizioni socio-economiche dei nostri cittadini, portando avanti anche quelli non iniziati da noi. Se di fallimento si deve parlare, si deve addebitare esclusivamente a questa minoranza, che non ha nemmeno contezza del progetto che ha presentato e dell’iter che esso avrebbe dovuto seguire. Lanciano non perde nessun finanziamento perché, se proprio vogliamo essere sinceri, siamo ancora all’inizio di un percorso. Eravamo nella condizione di perseguire un’opportunità, l’abbiamo fatto con tutti i mezzi, con tutte le risorse, con tutta la dedizione, la disponibilità, la passione e l’impegno. Non si perde ciò che non si ha, che non si è mai avuto. Abbiamo lavorato rispettando le regole previste dalla complessità del progetto. Chi oggi sputa fango farebbe bene a autoesaminarsi e a riconoscere gli errori commessi. Soprattutto coloro che hanno svolto attività politica ai vertici senza lasciare segno alcuno. Ciò non toglie la nostra capacità e l’impegno di essere già all’opera per altri progetti”.
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