Umbria

Burri e Prampolini in mostra insieme, in nome della ‘materia’


La mostra “Prampolini Burri. Della materia”, ospitata nello spazio progettato da Mario Botta per la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, offre un confronto inedito tra due maestri del Novecento italiano, ciascuno profondamente legato alla materia, ma in modi radicalmente diversi. Da un lato Enrico Prampolini, futurista radicale e esploratore del cosmo, il cui bianco squillante e le cui macchine cosmiche scandite da ellissi e parabole raccontano una visione mentale e metaforica della materia. Dall’altro Alberto Burri, artista umbro di Città di Castello, la cui pittura affonda in un nero che evoca sofferenza e realismo, plasmando toppe, strappi e cuciture come testimoni di un Paese ferito dalla guerra.

La mostra Prampolini Burri. Della Materia si tiene a Lugano, Svizzera, presso la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, situata in Riva Antonio Caccia 1. L’esposizione è aperta dal 21 settembre 2025 all’11 gennaio 2026, con orari di apertura dal giovedì alla domenica, dalle 11 alle 18.

Burri, autodidatta e di formazione medica, porta nella materia la memoria dei drammi esistenziali vissuti, dai Sacchi ai Cretti fino ai Cellotex, intrecciando tecnica e pathos. La sua opera, profondamente radicata nella storia artistica italiana con riferimenti a Raffaello, Perugino e Piero della Francesca, trova nella mostra uno spazio separato che ne amplifica l’urgenza etica e la forma scultorea, rendendo palpabile il messaggio drammatico della Seconda Guerra Mondiale e la tensione verso la rinascita.

Il dialogo con Prampolini, mediato da un muro longitudinale che separa simbolicamente le due poetiche, mette in luce la diversità dei percorsi: se il futurista domina la luce e la metafora, Burri comunica attraverso la materia la concretezza della distruzione e la forza della resilienza. L’allestimento consente così di percepire la scultura pittorica dei Cretti e l’intensità delle superfici, offrendo al pubblico una lettura completa del XX secolo artistico italiano attraverso lo sguardo intenso e originale di Burri, uno degli artisti umbri più influenti e universali del secolo scorso.

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