Società

A Milano domiciliari per due liceali arrestati negli scontri post-corteo Gaza. Il GIP: “Contesto di violenza crescente”

Il Tribunale per i minorenni di Milano ha convalidato gli arresti di due studenti liceali di 17 anni, un ragazzo e una ragazza, coinvolti negli scontri del 22 settembre presso la stazione Centrale dopo il corteo di solidarietà per Gaza.

La giudice per le indagini preliminari, Antonella De Simone, ha disposto per entrambi la misura cautelare dell’obbligo di permanenza in casa, equivalente ai domiciliari nel procedimento minorile. L’ordinanza depositata evidenzia come i due minori si siano mossi “in un contesto di violenza assolutamente crescente“, operando “in gran moltitudine ed in evidente superiorità numerica” rispetto alle forze dell’ordine.

Le accuse formulate nei confronti dei due liceali comprendono resistenza aggravata e danneggiamento. La severità della misura adottata si riflette nel divieto temporaneo di frequentare la scuola, aspetto sottolineato dai legali difensori Mirko Mazzali e Guido Guella. La giudice ha motivato la decisione affermando la necessità di una “risposta adeguata” fino al manifestarsi di “sintomi di una crescita morale e di progressiva responsabilizzazione“.

Dinamica degli scontri e ruolo dei manifestanti

L’ordinanza ricostruisce una sequenza di eventi che ha visto i due minori partecipare attivamente agli episodi di violenza nella Galleria delle Carrozze. Secondo la ricostruzione del gip, i giovani avrebbero lanciato “oggetti” contro le vetrate insieme ad altri “cento manifestanti“, utilizzando “aste di bandiere” e “lanci di bottiglie” per tentare di sfondare il cordone delle forze dell’ordine. La studentessa è accusata del “porto di un taglierino“, strumento che la ragazza ha dichiarato di utilizzare abitualmente “per fare ritagli o origami”.

La giudice ha respinto le dichiarazioni rese durante gli interrogatori dai due imputati, i quali avevano sostenuto di essere stati semplicemente spinti fino alla prima fila del corteo. Le difese avevano prodotto materiale video a supporto della loro versione, tuttavia il tribunale ha ritenuto non credibili le ricostruzioni fornite dai minori.

Collegamenti con gruppi antagonisti e sviluppi processuali

L’indagine ha evidenziato presunti collegamenti tra i due liceali e specifiche realtà dell’area antagonista milanese. L’ordinanza identifica la loro appartenenza a un primo gruppo formato dal “centro sociale Lambretta” e dalla “componente anarchica del Galipettes“. La strategia del gruppo, secondo la ricostruzione giudiziaria, avrebbe previsto l’apertura di un varco nell’atrio antistante la stazione Centrale per consentire l’ingresso di altri “circa 500 manifestanti“.

La decisione del tribunale minorile riflette una valutazione complessiva della pericolosità sociale dei due giovani, considerati capaci di reiterare comportamenti violenti. La misura cautelare impedisce attualmente ai ragazzi di frequentare regolarmente le lezioni scolastiche, condizione che potrà essere rivalutata in base all’evoluzione del quadro processuale e comportamentale dei minori coinvolti negli scontri del 22 settembre.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »