Veneto

Furto da mille euro con tafferugli al “Porte di Mestre”: arrestati italiana e straniero

Un normale pomeriggio di shopping al centro commerciale Porte di Mestre ha avuto un fuori-programma e si è trasformato in un episodio di cronaca con un epilogo concitato. Nella serata di giovedì 18 settembre, i Carabinieri della Compagnia di Mestre hanno arrestato due persone, una donna di 35 anni e un uomo di 20, ritenuti responsabili di furto in concorso e rapina impropria ai danni di più negozi all’interno della struttura.

L’inizio del furto

L’episodio ha avuto origine all’interno di un punto vendita di abbigliamento situato nella galleria del centro. I due sospettati sono stati notati dal personale mentre tentavano di oltrepassare le casse senza pagare diversi capi scelti tra gli scaffali. L’attenzione degli addetti si è concentrata su di loro e, una volta superate le casse, il direttore del negozio e un addetto alla vigilanza hanno deciso di intervenire per fermarli.

Il tentativo di blocco, tuttavia, ha avuto conseguenze immediate. Il giovane, un ventenne straniero irregolare sul territorio italiano, ha reagito con violenza per assicurarsi la fuga. Ne è nata una colluttazione nel cuore del centro commerciale, con spinte e strattoni che hanno coinvolto sia il direttore sia la guardia giurata. L’azione aveva lo scopo di permettere alla complice di guadagnare tempo e cercare di allontanarsi.

L’arrivo dei Carabinieri

La situazione non è passata inosservata. Dal negozio è partita una richiesta di aiuto al numero di emergenza 112 e in breve tempo una pattuglia dei Carabinieri è arrivata sul posto. I militari hanno bloccato entrambi i sospettati prima che potessero allontanarsi ulteriormente.

Gli accertamenti immediati hanno portato alla perquisizione personale dei due. All’interno delle loro borse sono stati rinvenuti i capi di abbigliamento appena sottratti e un oggetto particolare: una borsa schermata con fogli di alluminio, tipicamente utilizzata per aggirare i sistemi antitaccheggio elettronici.

Ma i vestiti non erano l’unica refurtiva. I Carabinieri hanno trovato anche profumi e occhiali, risultati essere stati sottratti poco prima in altri negozi del centro commerciale.

La refurtiva

Il valore complessivo della merce recuperata è stato stimato in circa mille euro. Gli articoli comprendevano abiti, accessori, profumi e occhiali griffati. Dopo le verifiche, gli oggetti sono stati restituiti ai rispettivi titolari delle attività commerciali.

L’intervento tempestivo dei militari ha così permesso di recuperare integralmente quanto sottratto e di restituire la merce senza ulteriori danni economici ai negozi coinvolti.

Le misure cautelari

Concluse le operazioni sul posto, i due fermati sono stati condotti in caserma per le formalità di rito. La posizione della coppia è apparsa subito distinta: la donna, una 35enne italiana, è stata sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari. L’uomo, invece, è stato trasferito presso la casa circondariale di Padova, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice.

Le accuse a loro carico sono di furto in concorso e rapina impropria. Quest’ultima ipotesi di reato deriva dall’uso della violenza esercitata dal ventenne durante il tentativo di fuga, che ha trasformato un iniziale furto in un episodio con caratteristiche più gravi.

Il centro commerciale, nelle ore serali, era frequentato da numerosi clienti e l’episodio si è consumato sotto gli occhi di molti. La prontezza degli addetti del negozio, seguita dall’intervento delle forze dell’ordine, ha evitato che la colluttazione degenerasse o che i due riuscissero a far perdere le proprie tracce.

Una serata insolita al centro commerciale

L’episodio ha avuto un forte impatto su chi si trovava a trascorrere un comune pomeriggio di spese. La colluttazione, avvenuta in uno spazio frequentato da famiglie e clienti, ha creato momenti di apprensione. La situazione si è tuttavia normalizzata rapidamente grazie al coordinamento tra vigilanza interna e forze dell’ordine.

Il valore della refurtiva, pari a circa mille euro, colloca il fatto in un contesto di furti mirati a beni facilmente trasportabili e rivendibili, come capi firmati, profumi e accessori. L’utilizzo di borse schermate conferma inoltre la pianificazione dell’azione, volta a eludere i sistemi di sicurezza dei negozi.

Il contesto giudiziario

Ora la vicenda si sposta nelle aule di tribunale. L’udienza di convalida stabilirà le prossime fasi procedurali. Entrambi gli indagati restano al momento sottoposti a misure cautelari, in attesa che la magistratura definisca la loro posizione.

Come previsto dall’ordinamento, la responsabilità penale sarà accertata soltanto da una sentenza definitiva. Le indagini proseguiranno per chiarire se i due possano essere collegati ad altri episodi analoghi avvenuti nella zona o se l’azione fosse limitata a quella serata.


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