I sindaci vogliono che il Governo si faccia carico dei minori stranieri non accompagnati

Riuniti questa mattina a Gorizia, alcuni tra i sindaci del Friuli Venezia Giulia hanno firmato a Gorizia un documento da inviare al ministro dell’Interno Piantedosi, dell’Economia e finanze Giorgetti, al governatore Massimiliano Fedriga e ai presidenti di Anci nazionale e regionale Manfredi e Favot: riguarda i minori stranieri non accompagnati ed evidenzia le diverse criticità a cui vanno incontro le istituzioni, ma include anche una proposta per cambiare
I problemi
Mancano le somme già sostenute dai Comuni per l’accoglienza – Udine, con oltre tre milioni di euro, è terza in classifica, dopo Trieste (22 milioni) e Gorizia (quattro milioni) e prima di Pordenone (che ne ha spesi circa tre) –, ma anche gli spazi – cresce la difficoltà nel trovare comunità disponibili ad accettare gli ospiti – e chiedono, per questo, “un tavolo tecnico a livello nazionale per la modifica del quadro normativo in favore di una gestione organizzata e sistemica”, oltre alla costituzione di “una rete di coordinamento interistituzionale a livello regionale”. È “oltremodo necessario” spostare la presa in carico dei minori stranieri non accompagnati – tanto più sentita quanto più si è vicini al confine – “in capo al Governo, attraverso le Prefetture, stante l’oggettiva impossibilità da parte dei Comuni, soprattutto di quelli sottoposti a maggiori sollecitazioni, di farsene carico”.
Cos’ha detto De Toni
“Finalmente questo incontro affronta un problema che da tempo stiamo lamentando e che oggi mettiamo nero su bianco, grazie a questo documento siglato da tutte le principali amministrazioni della regione. Abbiamo chiesto il rientro delle somme anticipate per la gestione e non ancora corrisposte, un tavolo nazionale che affronti le necessarie modifiche normative e un tavolo regionale che affronti il contesto organizzativo”, ha detto il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni a margine dell’evento. “I comuni non hanno gli strumenti per gestire il problema – ha continuato –. Al momento tutti i sindaci, che la legge ritiene anche responsabili penalmente dell’accoglienza, non condividono un iter comune per il riconoscimento ma procedono in ordine sparso e con valutazioni singole in merito al rintraccio e alla valutazione sociale e psichiatrica. Le strutture prettamente sanitarie al momento sul territorio sono assenti. È inoltre un problema di numeri: la Lombardia ospita, in proporzione alla popolazione, la metà dei minori non accompagnati del Friuli Venezia Giulia; l’ex provincia di Udine ospita un numero maggiore di minori rispetto a grandi province come Firenze e Torino”. “Il governo deve impostare una gestione coordinata centralmente, processo al quale assicuriamo la massima collaborazione istituzionale, ma liberando risorse economiche e risorse umane di cui i comuni hanno in questo momento storico estremo bisogno”, ha concluso De Toni.
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