Abruzzo

i primi 1000 giorni di vita influenzano il futuro


I primi mille giorni di vita influenzano la salute di un essere umano nel corso dell’intera esistenza, con effetti che talvolta si trasmettono anche alle generazioni successive. Lo riporta l’agenzia Agi, citando i dati emersi al Senato durante il convegno di presentazione della seconda conferenza internazionale di medicina ambientale, organizzata dalla Società italiana di medicina ambientale (Sima) insieme all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti e a Mdpi.

Al centro dell’incontro l’epigenetica, l’insieme di meccanismi che regolano l’espressione dei geni senza modificare il codice ereditario. Questi processi sono particolarmente sensibili a nutrizione, inquinamento, fumo, alcol, stress e sonno. «Le impronte epigenetiche acquisite in questa fase – ha spiegato il presidente Sima Alessandro Miani – influenzano lo sviluppo metabolico, cardiovascolare, oncologico e neurocognitivo per tutta la vita».

L’inquinamento è uno dei principali fattori di rischio: secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, nell’Ue oltre 239mila morti l’anno sono legati a livelli di particolato fine superiori ai limiti dell’Oms. In Italia pesa anche la cattiva alimentazione: 5 milioni di adulti hanno il diabete e tra i bambini oltre il 20% è sovrappeso o obeso, con picchi record al Sud.

«Dalla gravidanza ai primi due anni di vita si apre una finestra d’oro – ha ricordato Prisco Piscitelli, segretario generale della European Medical Association –. Una dieta equilibrata, niente fumo e alcol, sonno regolare e allattamento sono interventi semplici ma efficaci per favorire la salute dei bambini».

Per i promotori dell’iniziativa la sfida è integrare l’epigenetica nella prevenzione e nelle politiche pubbliche. «Non si tratta solo di garantire il diritto a crescere sani – ha aggiunto Piscitelli – ma di difendere la continuità stessa della società».


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