Società

Cyberbullismo estremo: alunno 16enne non va più a scuola da un anno, hacker lo minacciano sui social “ti facciamo arrivare gli assistenti”, Tribunale affida il ragazzo ai servizi sociali

Un sedicenne, originario della provincia di Bari, ha cessato di frequentare la scuola da oltre un anno a causa di cyberbullismo sistematico.

Abbandono scolastico per minacce informatiche

Come segnala La Gazzetta del Mezzogiorno, la vicenda, emersa negli atti del Tribunale per i Minorenni, descrive un ragazzo vittima di un vero e proprio “attacco informatico da parte di ignoti che, oltre ad hackerare i suoi profili social lo minacciano con frasi del tipo ‘se non ti cancelli dal gruppo, ti facciamo arrivare gli assistenti sociali a casa’”. La Procura minorile, ritenendo insufficiente l’intervento della famiglia nella risoluzione del caso, ha chiesto e ottenuto l’affidamento del minore ai servizi sociali.

Le nuove misure governative contro bullismo e cyberbullismo

Come è noto, il Governo ha rafforzato l’assetto normativo in materia con la legge 17 maggio 2024, n. 70 e il successivo decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 99. La normativa introduce azioni di carattere preventivo privilegiando “azioni di carattere formativo ed educativo” sia per le vittime che per i responsabili degli illeciti.

Ogni istituto scolastico deve ora adottare “codici interni per la prevenzione e il contrasto” dei fenomeni di bullismo, mentre le Regioni sono tenute a predisporre “servizi di supporto psicologico e coordinamento pedagogico per gli studenti”. I dirigenti scolastici hanno l’obbligo di informare tempestivamente i genitori dei minori coinvolti e attivare iniziative educative appropriate.

Collaborazione istituzionale e supporto specialistico

Il decreto prevede una stretta collaborazione tra scuole e autorità giudiziarie minorili, particolarmente nei casi gravi o reiterati, favorendo un approccio che combina tutela della vittima e responsabilizzazione dell’autore. Viene incentivata la formazione specifica per docenti e personale scolastico per riconoscere tempestivamente segnali di disagio.

La nuova normativa stabilisce che il bullismo comprende “aggressione o molestia reiterate” capaci di provocare “sentimenti di ansia, di timore, di isolamento o di emarginazione”. Per i minori sotto i 14 anni, la responsabilità ricade sui genitori, mentre superata tale soglia il bullismo diventa “reato punibile penalmente con pena detentiva da 1 a 7 anni”. Il numero di emergenza 114 rimane attivo 24 ore su 24 per fornire assistenza immediata a minori vittime di bullismo o cyberbullismo, gestito dal Telefono Azzurro.


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