Economia

A Kering gli occhiali Valentino: de Meo rimescola i vertici

MILANO – Luca de Meo assume pieni poteri in Kering e non perde tempo. Dopo aver allungato di due anni la scadenza per rilevare il 70% di Valentino dal fondo Mayhoola (rinviata al 2028-2029), ieri il nuovo ceo del colosso francese ha siglato una licenza per la produzione degli occhiali della griffe romana con la controllata Kering eyewear. Ma de Meo starebbe mettendo mano anche all’organigramma del gruppo, che in questo momento consta di due deputy ceo, uno per la finanza (Jean-Marc Duplaix) e uno per i vari marchi della Moda (Francesca Bellettini).

Kering, cambi in vista nel management

La struttura era stata concepita così nel 2023 dal presidente e da Francois-Henri Pinault per programmare un passaggio graduale di consegne ai vertici di Kering, che si è appena compiuto con la nomina ieri di de Meo a ceo. Ora che Pinault si è riservato il ruolo di presidente, toccherà a de Meo riorganizzare la squadra di vertice, dove non sono esclusi nuovi innesti come è già avvenuto con il talent development & people engagement director (risorse umane, ndr) Thomas Cuntz, che in precedenza ricopriva lo stesso ruolo in Renault.

Secondo il sito specializzato sul lusso Miss Tweed, sarebbe infatti imminente la “retrocessione” di Duplaix come direttore finanziario, e quella della Bellettini come ad di Gucci. Voci che la società non ha commentato e che circolano insistentemente da giorni, e che vedrebbero Stefano Cantino, ad di Gucci dallo scorso gennaio, verso un passo indietro. Era stata Bellettini a scegliere Cantino, nonché il nuovo ad di Yves Saint Laurent (ovvero Cédric Charbit, ex ceo di Balenciaga), di Balenciaga (Gianfranco Gianangeli, che precedentemente era i vertici di Saint Laurent) e di Brioni (Federico Arrigoni, vice ad di Saint Laurent).

Tuttavia prima di rivedere tutta la squadra di vertice de Meo potrebbe aver bisogno di un po’ di tempo, sia per capire più a fondo la situazione, sia per scegliere eventualmente i nuovi candidati. Non è un caso, fanno notare fonti vicine all’azienda, che de Meo abbia già scelto Cuntz, che essendo esperto di “talenti” dovrà occuparsi della selezione e dei contratti di nuovi e vecchi innesti.

All’assemblea di Kering del 9 settembre, de Meo aveva preannunciato «scelte forti» per ridurre i costi e «decisioni che non saranno sempre facili» per «razionalizzare», ma non è detto per fare le scelte giuste, il management abbia bisogno di un po’ di tempo. «È possibile ma non probabile – ha scritto ieri in una nota Luca Solca, esperto del comparto del lusso di Bernstein – in merito alle voci di un imminente cambio ai vertici di Kering che de Meo non si farà prendere dalla fretta. Se agisse troppo presto su Gucci e le cose non dovessero funzionare, potrebbe essere visto come responsabile ad alimentare il problema. Perché rischiare, se invece venendo da un settore diverso come l’automotive, ha la possibilità di aspettare». Il mercato, che invece non aspetta, ieri ha festeggiato le voci di un imminente cambio ai vertici di Kering per volontà di de Meo, portando le azioni di Kering sulla Borsa di Parigi in rialzo del 5,25% a 255 euro.


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