Quelli maschili sì, quelli femminili no: la retromarcia di Gravina, l’Italia ritira la candidatura agli Europei 2029
L’Italia ha ritirato la propria candidatura per ospitare gli Europei femminili di calcio nel 2029. Lo ha reso noto l’Uefa spiegando che alla scadenza fissata per il 28 agosto ne sono arrivate solo quattro: quella congiunta di Danimarca e Svezia (favorite) e altre tre da Germania, Polonia e Portogallo. La nomina dei paesi ospitanti di Euro 2029 sarà annunciata il 3 dicembre durante la riunione del Comitato Esecutivo Uefa a Nyon, ma dalla Uefa fanno sapere che la Figc di Gabriele Gravina ha deciso di ritirare ufficialmente la propria candidatura.
Un paradosso, se pensiamo che l’Italia sarà insieme alla Turchia il paese organizzatore degli Europei maschili di calcio 2032. Il problema è sempre il solito: la carenza strutturale e la poca efficienza degli stadi italiani. Questo è uno dei motivi dello scarso sostegno all’Italia da parte dei membri del comitato esecutivo: insomma, da Nyon hanno fatto capire a Gravina che non sarebbero arrivati voti per la candidatura italiana. D’altronde, l’Uefa e il presidente Ceferin manifestano da tempo perplessità sullo stato degli stadi in Italia, anche in vista del 2032. Questo però non è bastata per evitare che venissero assegnati gli Europei maschili, seppure in coabitazione con la Turchia, che a questo punto sogna di prendersi la fetta più importante, ovvero la finale.
Per il calcio femminile, invece, l’Italia ha deciso di ritirare la candidatura e non provare nemmeno a concorrere. Sapendo di perdere. Eppure la “scusa” degli stadi regge anche meno: l’Europeo femminile sarebbe paradossalmente anche più semplice da organizzare e da ospitare. Udine, Bergamo, Reggio Emilia potrebbero essere per esempio stadi adeguati e a norma per una competizione simile. Non è bastato nemmeno l’ottimo cammino agli Europei 2025 delle ragazze di Soncin, arrivate in semifinale contro pronostico e a un passo dalla finale, sfuggita nei minuti finali dei tempo regolamentari e poi ai supplementari. L’entusiasmo di quei giorni è già terminato.
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